La giustizia mi ha dato ragione


Non è di Gessica il sangue trovato nel bagno di Filippo Russotto. Il test del DNA ha confermato quanto afferma da settimane l’ex compagno della donna e padre di tre dei suoi quattro figli: le tracce ematiche non appartengono alla sua a ex, ma a una persona a lei molto vicina: il fratello di Gessica Lattuca. “La giustizia mi ha dato ragione” ha commentato Russotto dopo le prime indiscrezioni sull’esito degli esami del Ris nella casa di via Fratelli Gracchi. L’uomo resta ancora l’unico indagato per sequestro di persona e omicidio nel fascicolo aperto dalla procura di Agrigento sulla scomparsa di Gessica Lattuca.

La pista dei ricatti hard

La ragazza è scomparsa la sera del 12 agosto, dopo aver detto a sua madre Giuseppa Caramanno – con la quale viveva insieme ai quattro figli – che sarebbe andata a trovare suo fratello, ma a casa di Vincenzo Lattuca, Gessica non è mai arrivata. Sullo sfondo della scomparsa di Gessica, 27enne senza occupazione, è emerso, nel corso delle indagini, un modo di degrado e disagio. L’ex datore di lavoro della ragazza è stato arrestato alcune settimane dopo per violenza ai danni della moglie, mentre Serena, un’amica di Gessica, ha parlato di un giro di prostituzione e ricatti, al cui vertice si sarebbe proprio “Baddari”. “Se continui a ricattarmi farai la fine di Gessica”, avrebbe minacciato uno dei clienti.

La lite tra Russotto e la suocera

Proprio su questo terreno, quello delle indiscrezioni riguardanti un presunto giro di ricatti ad alcuni dei clienti, si è consumato lo scontro tra Russotto e la mamma di Gessica, Giuseppa Caramanno. “Non sapevo nulla di tutto questo, sua madre, sì”, ha urlato il primo; “Non ci credo, non è vero”, si è difesa la seconda, attribuendo il disagio di Gessica ai problemi con l’alcol e alle difficoltà nella relazione con il Russotto.


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