“La Juve rende migliori. Mi ha dato tanto, devo sdebitarmi”


Il Ronaldeschi, artista rinascimentale con ascendenze portoghesi, ha posato il pennello solo per poco. pronto ad affrescare ancora perch la met mancata nelle ultime settimane ha ritrovato l’ispirazione. Federico Bernardeschi, completamente recuperato, pronto a ricongiungersi con Ronaldo, e a sfidare le gerarchie davanti che sembrano solidificate nel tridente del caos creativo Dybala-Cristiano-Mandzukic. L’idea di segnare il primo gol all’Inter, poi, piuttosto stuzzicante. Intanto, oggi Berna tornato a parlare dell’alieno atterrato a Torino e di come abbia portato nuove energie per tutti: “Ogni giorno devi sfidare te stesso, porti nuovi obbiettivi, anche piccoli, che devi raggiungere: questo ti stimola a tenere la testa al 100 per cento sul tuo lavoro. Da questo punto di vista abbiamo il pi forte del mondo che l’esempio pi alto”.


stile juve
Bernardeschi intervenuto nella pancia dell’Allianz, nella stessa stanza in cui a luglio la Juve ha svelato al mondo Cristiano. Stavolta era solo un evento Randstad, multinazionale olandese e partner dei bianconeri che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane. Tema della serata, i fili invisibili tra mondo dell’impresa e calcio: anche su questo la Juventus modello all’avanguardia. Anzi, pare che i bianconeri, nella loro rigida struttura aziendale, abbiano rapito il cuore del numero 33, un ragazzo curioso della vita e non solo del pallone: “Lo dicono tutti, la Juve accelera un processo di crescita umana e non solo calcistica – ha ribadito . Qui entri in un mondo particolare, affascinante. Da te si pretende il massimo ogni giorno, per in cambio, da tutti i componenti della societ, ricevi insegnamenti che ti rendono una persona migliore. Questo il grande tesoro che si coltiva di generazione in generazione. Questo club mi ha dato tanto, spero di restituirgli qualcosa”. Quest’anno all’inizio ha restituito parecchio, assai pi di qualcosa, ma, dopo l’inizio boom, ecco la frenata per colpa degli infortuni. I pochi minuti contro la sua Fiorentina sono serviti a cancellare il guaio agli adduttori che lo aveva obbligato a lasciare subito il ritiro della nazionale.

sognando audrey
Interessi e ambizioni di Fede sono assai pi grandi di un campo di calcio: Bernardeschi, musicista in erba con la passione del viaggio, da quando alla Juve ha alzato lo sguardo. E, pi di ogni altra cosa, sembra allenare la testa: “E’ la cosa da coltivare ogni giorno assieme al talento perch la sfruttiamo poco rispetto al nostro potenziale – ha continuato -. Bisogna ricordarsi che la vita fuori da qua, conservare l’umilt, capire il ruolo che abbiamo nella societ: noi per prima abbiamo l’obbligo di dare agli altri, soprattutto ai bambini, dei messaggi positivi. E dobbiamo ricordarci di fare parte di una comunit: dobbiamo combattere insieme le battaglie in cui crediamo. I viaggi? Mi permettono di trovare me stesso, come quest’estate sulla Monument Valley…”. E, sempre sul tema della crescita personale, messaggio caro a quelli di Randstad: “Siamo persone comuni, esposte a critiche e giudizi ogni giorno: gli altri ci guardano e ci valutano sui nostri comportamenti. Ma anche noi abbiamo momenti no e fragilit, anche se abbiamo il privilegio di regalare emozioni”. Il resto bellezza, quella che sia Massimiliano Allegri che Berna inseguono in campo: “Ha ragione il mister a dire che il calcio degli artisti: il tecnico determinante, ma in campo poi ci andiamo noi… Un allenatore deve avere tanta umilt per dirlo e il nostro ce l’ha. Per me la cosa pi bella in campo l’assist al compagno: la bravura personale che fa gioire anche l’altro, che aiuta la collettivit”. Stupisce, invece, sapere cosa rappresenti la bellezza fuori. una diva anni Sessanta, icona della femminilit: “Audrey Hepburn me l’ero pure dipinta su un braccio, ma l’ho cancellata perch era quasi irrispettoso nei suoi confronti”, ha concluso Berna.

dal nostro inviato Filippo Conticello 

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