La lezione di Messori: “Senza gamba, col pallone batto i pregiudizi” – La Gazzetta dello Sport


Toccante intervento del capitano della nazionale amputati. Ranieri: “Il razzismo non esiste, c’è solo il cretino di turno che vuole essere protagonista”. Ma Eto’o la vede diversamente

dal nostro inviato Filippo Conticello

Calcio come strumento per abbattere le barriere. La palla come mezzo per avvicinare esseri umani in questa società incattivita. Il direttore della Gazzetta, Andrea Monti, ha condotto l’ultimo momento di discussione della giornata in Vaticano organizzata dalla Gazzetta: così, prima dell’attesa conclusione di papa Francesco, a “Il Calcio che amiamo” si è discusso in un terzo salottino improvvisato in Sala Nervi del gioco come inclusione. “Basta discriminazioni territoriali e razziali. Basta muri, costruiamo ponti: l’inclusione è già dentro al gioco che è un Esperanto, una lingua parlata in tutti il mondo. Dobbiamo curare il vivaio dei calciatori, ma anche il vivaio dei nostri tifosi: così, attraverso il pallone, creeremo dei cittadini migliori”, ha detto Gabriele Gravina, presidente della Figc.

SENZA UNA GAMBA

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Senza una gamba, ma con un cuore grande così. Ha colpito tutti la storia di Francesco Messori, capitano della nazionale amputati: “Sono nato senza la gamba destra, ma con una grande passione per il calcio – ha detto -. Dovevo integrarmi con i normodotati e ce l’ho fatta: spesso sono gli altri che hanno paura di avvicinarsi a noi non sapendo cosa sappiamo fare. Ma col calcio ho battuto il pregiudizio: ai ragazzi dico, non vergognatevi mai per quello che siete, anche i difetti possono portare qualcosa di grande”.

BUU AL RAZZISMO

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Sul tema razzismo ha iniziato a parlare velocemente Claudio Ranieri, allenatore della Roma: “Nelle società di calcio, nel mondo dello sport, non c’è razzismo: esiste solo il cretino di turno che vuole essere protagonista”. Il tiro l’ha corretto subito Samuel Eto’o, con tono deciso e solenne: “Il calcio è solo una parte della vita, uno specchio della società: ai futuri giocatori dico che il razzismo, al contrario di quello che è stato detto qui, esiste… Noi siamo educatori contro l’ignoranza e l’ipocrisia. Devono essere i nostri politici a cambiare il loro linguaggio, la gente li ascolta e poi usa le stesse parole allo stadio… Vinceremo questa battaglia quando cambieremo la lingua dei politici”. Brucia invece sulla pelle di Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, il caso dei buu a Koulibaly in Napoli-Inter: “Il problema è serio, va affrontato in maniera trasversale, l’Inter da quando è stata fondata crede nella responsabilità sociale e nell’integrazione!”. Il buu al razzismo che tutti i 5mila bambini hanno ululato alla fine l’ha confermato immediatamente.


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