La macchina degli highlights: così anche il calcio minore può permettersi la tv da grandi – La Gazzetta dello Sport


Higoal, l’idea di due giovani imprenditori fiorentini: due telecamere fisse registrano il match, un algoritmo crea la sintesi con azioni e gol. Senza cameramen né regia

Highlights, goal da rivedere, azioni su cui ricamare ore di discussioni. Il campo è quello della scuola calcio e la sfida quella di un torneo dilettantistico. Alzi la mano chi non ha sognato almeno una volta di poter rivedere una propria prodezza o di avere le immagini di quella papera dell’amico per sfotterlo con benevola cattiveria. È quello che, al tempo dei social e del “tutti protagonisti”, promette Higoal, la startup lanciata da due giovani fiorentini, che consente di riprendere qualsiasi partita di calcio senza i costi di cameramen professionisti, senza regia e senza montaggio. È già realtà, nella sua prima versione fissa, ma – viste le tante richieste – la svolta è in arrivo con una versione mobile, con costi ancora più contenuti.

IL SISTEMA

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Ma come funziona Higoal? Il sistema attuale, presente al campo Floriagafir di Firenze a pochi metri dall’Artemio Franchi, prevede un treppiede a centrocampo sormontato da due telecamere fisse ad almeno 4 metri di altezza: il tutto è collegato a un pc portatile e basta uno smartphone per avviare il tutto. A fine partita un altro tocco di dito dà il via alla fase due: da questo momento il computer, per una notte, elaborerà tutte le immagini girate nelle due metà campo, riconoscerà le azioni principali, zoomerà adeguatamente sui protagonisti di questo o quel gol e il giorno dopo fornirà delle clip che, dopo essere state visionate, andranno a disposizione delle squadre in campo, mentre l’intera sfida resterà registrata sul computer.

L’IDEA

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A raccontare l’origine di tutto è Simone Fanfani, 35 anni, che con il socio Diego Mecocci e con l’ingegnere informatico Walter Nunziati, guida il progetto: “Nel 2015 mi trovai a vedere una partita delle giovanili della Fiorentina: in tribuna a riprendere la partita c’erano due allenatori e un osservatore arrivato da Roma. Mi resi conto che mancava qualcosa”. Così, con l’aiuto del Micc, il centro di ricerca dell’università di Firenze e dell’incubatore del Murate Idea Park, è nato Higoal. Perfezionato grazie a un lungo “allenamento”, è il caso di dirlo, degli algoritmi sul campo del Bagno a Ripoli: “Complice – spiega Fanfani – il presidente della società, un professore di Medicina, per formazione portato a credere nella ricerca”. E ora che i video sono una realtà raccolta settimanalmente su un portale di calcio dilettantistico, arrivano i feedback: “Ci scrivono i genitori dei ragazzi, felici di poter rivedere azioni e gol, ma i più forti sostenitori sono gli allenatori, tutti cresciuti nel mito di Sarri che è uno dei tecnici più attenti nella preparazione delle partite attraverso l’analisi del gioco”.

GLI OBIETTIVI

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“Abbiamo avuto le prime richieste anche da Piemonte ed Emilia Romagna. Il costo attuale è di circa 2.500 euro, ma l’obiettivo è quello di mettere a punto un sistema portatile con costi più bassi”. Per arrivarci Simone sta preparando il suo secondo viaggio in Cina dove Higoal ha interessato diversi imprenditori che potrebbero contribuire all’obiettivo di raccogliere 300 mila euro per lo sviluppo: “In Cina hanno le idee chiare – conclude – puntano a 50 mila scuole calcio entro il 2025, a un campo ogni 10 milia abitanti entro il 2030. E tutto questo perché vogliono vincere i mondiali entro il 2050”.


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