La notte che decide una stagione. Poi nulla sarà più come prima… – La Gazzetta dello Sport


Dal piazzamento in campionato al destino di Leonardo e Maldini, passando da quello di allenatore e giocatori: la sfida con la Spal e le ore successive saranno decisive per il club rossonero

Ci sono i 90 minuti per ridare al Diavolo quell’oggetto del desiderio che manca da sei anni, certo. La Champions luccica e dà euforia al solo pensiero. Ma c’è anche – e forse soprattutto – ciò che dopo questi 90 minuti arriverà. E può succedere davvero qualsiasi cosa. Parlare di partita spartiacque nel calcio significa utilizzare uno dei molti luoghi comuni che ruotano intorno al pallone. Ma mai come in questo caso è un concetto vero. Ferrara spartiacque perché dopo questa partita, comunque andrà a finire, nulla sarà più come prima.

IL VERDETTO DEL CAMPO

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A partire ovviamente da quello che racconterà la classifica. Il Milan può tornare in paradiso ma anche raschiare il fondo del barile, se è vero che a seconda di come finirà al Mazza, e ovviamente al Mapei Stadium (Atalanta-Sassuolo) e a San Siro (Inter-Empoli), i rossoneri potrebbero ritrovarsi quarti, quinti o addirittura sesti. Ovvero l’incubo dei preliminari di Europa League, argomento che a Milanello conoscono loro malgrado già molto bene. Quarti, oppure più giù, fa una differenza abissale anzitutto in termini economici. Il prestigio in realtà viene dopo, perché per fare ritorno in Champions con una struttura che permetta di andare avanti almeno fino a inizio primavera occorrono anni e non basta qualificarsi alla fase a gironi per poter dire di essere “tornati”.

LA DIRIGENZA

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I punti di domanda più grossi riguardano il management. La situazione parrebbe precipitata nelle ultime settimane e dipinge scenari impensabili fino a poco tempo fa in via Aldo Rossi. La coppia dirigenziale che nell’idea di Elliott avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del club, sembra avere le ore contate. Con Leonardo potenziale dimissionario (si dice già nella giornata di lunedì) per motivi di operatività all’interno del club, e Maldini che ne potrebbe seguire la decisione. Anche nel suo caso per una questione di ruolo e responsabilità. In questa situazione il paradosso è che l’uomo più saldo al momento è colui che fino a poco tempo fa pareva condannato a prescindere: Gattuso.

I GIOCATORI

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Il rimescolamento si preannuncia ampio. Ci sono i contratti in scadenza e non rinnovati (Abate, Zapata, Montolivo, Bertolacci, Mauri), chi fa rientro alla base dal prestito (Bakayoko, senza alcuna certezza di essere riscattato), chi ha giocato una stagione al di sotto delle attese e potrebbe essere lasciato partire (Suso, Kessie, Calhanoglu) e chi può essere sacrificato per garantirsi una robusta plusvalenza (Donnarumma). Ecco, il Milan chiude la sua stagione in questo modo: una sterminata serie di punti interrogativi, che daranno ai novanta minuti di domani sera – e soprattutto a ciò che succederà dopo – mille finali diversi.


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