La nutrizione, un bisogno «dimenticato» dei malati di cancro


Forse troppo presi dall’entusiasmo per le nuove, super-terapie anti-cancro (prima fra tutte l’immunoterapia, che stimola il sistema immunitario a difendersi dai tumori, ma anche i trattamenti a bersaglio molecolare che colpiscono al cuore le cellule cancerose), ci si dimentica spesso di altri bisogni dei pazienti: quello della nutrizione, per esempio, che non significa dieta, ma “integrazione” , rispetto a quello che il malato mangia quotidianamente, attraverso preparati (di solito ricchi di proteine) da somministrare preferibilmente per via endovenosa.

Dimagrimento nei tumori

I dati di uno studio, presentato recentemente all’Esmo , il meeting della Societ europea di oncologia tenutosi a Monaco di Baviera, e, subito dopo a Roma, in occasione del congresso dell’Aiom, la Societ italiana di oncologia medica, parlano chiaro: I pazienti che ricevono un supporto nutrizionale, soprattutto nelle fasi precoci della malattia, sopravvivono di pi e sopportano meglio la chemioterapia precisa Francesco Di Costanzo, Direttore dell’Oncologia Medica all’ Ospedale Careggi di Firenze e primo autore di questo studio che ha coinvolto circa 69 mila pazienti con tumore gastrointestinale e urogenitale. Prima di entrare nei dettagli della ricerca occorre, per, precisare due o tre cose. I tumori provocano un dimagrimento, pi o meno importante a seconda del tipo – precisa Di Costanzo. – Il cancro al pancreas quello che fa perdere pi chili (anche 15 nel giro di poco tempo, ndr), seguito da quelli del tratto gastrointestinale, dell’apparato urogenitale e del polmone. Meno problemi danno quelli alla prostata e al seno. E questo dovuto non solo a una diminuzione dell’appetito, legato alla malattia, ma proprio a fattori biologici legati alla presenza del tumore stesso: si parla infatti di cachessia neoplastica.

Un malato di tumore su 4 muore perché malnutrito (non per il cancro)


Cosa è bene fare fin dalla diagnosi?


Malnutrizione

Si stima che circa il 40 per cento dei pazienti oncologici presenti malnutrizione e che un quarto muoia per questa condizione e non per la malattia. La malnutrizione provoca perdita di massa muscolare che pu interferire con le normali attivit quotidiane, riduce le difese immunitarie ed espone maggiormente agli effetti tossici delle chemioterapie. Ecco allora che lo studio coordinato da Di Costanzo ha voluto analizzare l’utilizzo di supporti nutrizionali nei pazienti oncologici e se, e come, questi interventi siano in grado di migliorare la condizione dei pazienti, al di l delle terapie antitumorali. Lo studio ha analizzato i registri di 10 Centri oncologici in varie Regioni italiane, per un totale, appunto, di quasi 70 mila persone su un periodo di tempo dal 2009 al 2015. E ha suddiviso pazienti con metastasi e senza metastasi, sottoposti o meno a nutrizione clinica. Ecco in sintesi le conclusioni. 

Troppo poco e troppo tardi

Un primo dato ci indica che la nutrizione clinica poco usata nei pazienti italiani – commenta Di Francesco. – E nella maggior parte dei casi viene adottata come “terapia palliativa” di fine-vita. Ma alcuni dati suggeriscono che, in alcuni tipi di cancro metastatico, la nutrizione clinica pu aumentare fino a tre mesi la sopravvivenza. E questo vale quando pi precocemente si ricorre a questo tipo di trattamento. Ecco, per riassumere: la nutrizione clinica adottata “troppo poco e troppo tardi”. Ma potrebbe rappresentare un’opportunit per migliorare la cura.

3 dicembre 2018 (modifica il 3 dicembre 2018 | 12:36)

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