la proposta di Forza Italia


Una mini-naja di sei mesi su base volontaria. Un semestre all’interno dell’esercito e delle forze armate per i ragazzi da 18 a 22 anni, con la possibilità di vedersi riconosciuta questa esperienza in crediti formativi universitari. È questa la proposta di legge presentata da Forza Italia alla Camera, il cui primo firmatario è Matteo Perego. L’idea è quella di istituire questa mini-naja di sei mesi ma esclusivamente su base volontaria, senza obbligare nessuno. Una proposta che riguarda i ragazzi dai 18 ai 22 anni e che prevede, alla fine dei sei mesi, il rilascio di un attestato che avrebbe anche valore di crediti formativi per gli studenti universitari. Secondo Perego questo potrebbe essere “il metodo migliore per formare la classe dirigente del futuro, noi non siamo quelli che ai giovani vogliono dare un sussidio come il reddito di cittadinanza. Noi non vogliamo questo, ma allo stesso tempo la scelta dovrà essere libera, perché non si può imporre qualcosa ai giovani, ma occorre motivarli”.

Nessun ritorno alla leva obbligatoria, assicurano da Forza Italia. Tanto che Giorgio Mulè bolla come “mattana” l’idea del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e della Lega di reintrodurla. Elio Vito precisa ancora: “Sarebbe impossibile  tornare indietro e reintrodurre la leva obbligatoria, ma i valori della patria e della difesa possono essere diffusi maggiormente tra i giovani” con questa proposta avanzata dagli esponenti forzisti.

Nessun passo indietro rispetto “all’abolizione della leva obbligatoria conseguita dal governo Berlusconi”, assicura ancora Vito. “L’esercito professionale su base volontaria che attualmente abbiamo – prosegue – è quello che serve al Paese, per cui è impensabile pensare a reintrodurre la leva. Ma questo percorso, che è volontario, può servire ad instillare valori nei giovani, e ci aspettiamo l’attenzione della maggioranza rispetto a questa nostra proposta”.

In conferenza stampa è intervenuta anche la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, auspicando che il presidente dell’Aula di Montecitorio, Roberto Fico, possa concedere la possibilità di esaminare il testo in commissione in sede legislativa, in modo da poter velocizzare l’iter di approvazione. “Darebbe un senso ad una legislatura in cui in questa settimana facciamo solo tre mozioni, un pochino poco rispetto a quello che un ‘governo del cambiamento’ dovrebbe fare”, accusa Gelmini.


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