La storia del premier Giuseppe Conte che concorre per una cattedra alla Sapienza: fece domanda a febbraio


Nuova “grana” per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo la giornalista Silvia Sciorilli Borrelli di Politico Europe, lunedì prossimo il premier Conte dovrebbe sostenere un esame di inglese legale nell’ambito di un concorso per una cattedra universitaria di Diritto privato alla Sapienza di Roma. La giornalista sostiene di aver visionato una serie di documenti – oltre ad aver parlato con otto persone a conoscenza dei fatti – che proverebbero che Giuseppe Conte starebbe ancora concorrendo per la prestigiosa cattedra universitaria nonostante le regole non permetterebbero a un’alta carica di Stato di prendere parte alla selezione.

L’articolo ha immediatamente fatto il giro dei social network e su Twitter gli esponenti del Partito Democratico hanno lanciato l’hashtag #ConteBarone. In realtà, però, come spiega lo stesso Politico.eu, il presidente del Consiglio avrebbe presentato la propria candidatura a metà febbraio, ovvero ben 4 mesi prima della nomina a premier e poche settimane prima delle elezioni del 4 marzo. La cattedra per cui concorrerebbe è quella lasciata libera dal professor Guido Alpa – ex collega del presidente del consiglio – andato in pensione all’inizio dell’anno. Proprio nell’ambito di questo concorso, il premier dovrebbe sostenere un esame di inglese legale lunedì 10 settembre, dovendosela vedere con altri tre candidati.

Secondo diversi esperti consultati da Politico.eu, la partecipazione di Giuseppe Conte al concorso sarebbe contraria alla legge del 2010 che proibisce a persone che potrebbero trovarsi in conflitto di interessi di prendere parte a concorsi simili e in questo caso, essendo Conte presidente del Consiglio, la carica costituirebbe conflitto perché non permetterebbe alla commissione di valutare con serenità lo svolgersi delle prove concorsuali e l’Università, non avendo eslcuso Conte, avrebbe infranto le sue stesse regole:

Le regole della Sapienza, oltre a una legge nazionale approvata nel 2010 e uno statuto risalente al 1980, vietano le candidature per posizioni presso università finanziate con fondi pubblici in presenza di un potenziale conflitto di interessi o altra incompatibilità legale. In questo caso, i critici sostengono che il processo di selezione non può essere imparziale quando un candidato detiene potere sull’università in virtù del suo ufficio pubblico.

POLITICO ha visionato i documenti della domanda da Conte e due degli altri candidati che sono stati considerati dalla giuria il 1° agosto, così come la corrispondenza con le autorità universitarie che discutono del processo di richiesta. Questi mostrano che il primo ministro ha presentato la domanda a febbraio – quando il posto divenne vacante in seguito al ritiro del mentore di Conte e socio di lunga data, Guido Alpa – ed era ancora uno dei candidati al 1° di agosto.

La commissione giudicatrice è composta da tre professori: Enrico Elio del Prato, Università della Sapienza; Stefano Delle Monache, che insegna diritto privato all’Università di Padova; e Giusella Dolores Finocchiaro, professoressa all’Università di Bologna.

Il 1 ° agosto, quando i tre professori si sono riuniti per la prima volta, non sono stati sollevati motivi di incompatibilità o conflitti di interesse, secondo il verbale della riunione.

Una fonte consultata sempre da Politico.eu ha inoltre dichiarato che se dovesse ottenere la cattedra, il presidente Conte si metterà subito in aspettativa fino alla fine del suo mandato da presidente del Consiglio. In sostanza, però, al momento il presidente Conte non ha infranto la legge perché sebbene l’application sia ancora al vaglio della commissione, il premier non ha ancora sostenuto alcun esame e la domanda di partecipazione al concorso è stata inviata quando per l’allora professore di Diritto Privato dell’Università di Firenze non sussisteva alcun conflitto di interessi potenziale. Qualora il presidente del Consiglio dovesse effettivamente sostenere l’esame lunedì prossimo, la questione assumerebbe ben altri contorni, ma difficilmente questo accadrà visto l’enorme clamore mediatico creato dall’indiscrezione diffusa da Politico. Contattata telefonicamente l’Università La Sapienza di Roma, Fanpage.it non ha ancora ottenuto al momento una risposta ufficiale sulla questione.


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