La Tap si farà, costerebbe troppo sospendere i lavori


Alla fine il gasdotto Tap in Puglia si farà. Ad annunciarlo oggi sono stati il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella giornata di oggi, Costa ha diffuso il dossier del ministero dell’Ambiente sull’opera, nel quale si sostiene che la Tap è legittima e non presenta alcuna criticità. Poche ore dopo, il presidente del Consiglio Conte ha incontrato i sindaci pugliesi coinvolti dalla costruzione del gasdotto e ha spiegato che l’opera si farà perché costerebbe troppo interromperla.

“Tap si deve fare, bloccare l’opera comporterebbe costi insostenibili. Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita.  Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica”, ha spiegato Conte.

In sostanza, dunque, il Movimento 5 Stelle, dando via libera alla Tap, tradisce una delle promesse elettorali fatte prima delle elezioni dello scorso 4 maro. Da sempre, infatti, M5S è contrario al gasdotto e nel corso della campagna elettorale aveva assicurato ai cittadini dei comuni salentini che avrebbero bloccato la costruzione della Tap,l’opera che porterà in Italia il gas dall’Azerbaigian. Alessandro Di Battista, durante un incontro elettorale, promise: “Lo facciamo in due settimane”.

Il Movimento No Tap ha chiesto subito “le dimissioni di tutti i politici che in campagna elettorale hanno fatto promesse sulla possibilità di bloccare il gasdotto Tap. La battaglia continua su tanti tavoli dal territorio all’Europa”. Già per domenica è in programma una prima manifestazione di protesta, sotto la sede della delegazione della Capitaneria di porto a San Foca, la marina di Melendugno in cui approderà il gasdotto.


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