l’alternanza scuola-lavoro non verrà abolita


Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha annunciato una serie di riforme che andranno a modificare l’esame di maturità. Intervistato questa mattina da Radio24, il titolare del ministero dell’Istruzione ha dichiarato che a settembre sarà presentato un progetto di riforma i cui contorni non sono ancora ben definiti, annunciando inoltre che dal prossimo anno scolastico l’alternanza scuola-lavoro introdotta da la “Buona Scuola” del governo Renzi non sparirà ma comunque non sarà più centrale per l’esame di maturità. “L’intenzione è quella di ridare centralità all’esame sulle materie di competenza. Gli studenti infatti arrivano all’esame dopo un percorso di scuola superiore, e quindi devono essere in grado di dimostrare tali competenze. In ogni caso le nuove modalità saranno comunicate alle scuole entro settembre”, ha detto il ministro Bussetti.

Al momento le modifiche previste per l’anno scolastico 2018-2019 prevedono il passaggio dei crediti scolastici conseguibili nel trienni da 25 a 40 punti, distribuiti in 12 per il terzo anno, 13 per il quarto anno e 15 per il quinto anno. Gli studenti del quinto anno sostengono la prova Invalsi nel corso dell’anno scolastico, senza influire dunque sul risultato finale dell’esame ma solamente in fase di ammissione alla maturità. La Commissione d’esame non cambia composizione ed è costituita da tre membri interni, tre membri esterni e un presidente esterno. Per essere ammessi all’esame di Stato, gli studenti devono aver frequentato per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, partecipato alla prova Invalsi, svolto dell’attività di alternanza scuola-lavoro, aver conseguito la sufficienza (6) in tutte le discipline, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto) e aver conseguito la sufficienza in condotta.

L’esame di maturità si articola in due prove scritte  e una orale. La prima prova è volta ad accertare la padronanza della lingua italiana e le capacità espressive, linguistiche e critiche dello studente, mentre la seconda prova può essere scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica e verte su una o più discipline caratterizzanti il corso di studio.


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