Le primarie si faranno il 27 gennaio


Il segretario del Pd, Maurizio Martina, fornisce per la prima volta quella che potrebbe essere la data precisa delle primarie del partito. Intervistato a Porta a Porta, su Rai 1, Martina indica la sua data: sarà il 27 gennaio. “Mi dimetterò – spiega – appena scatterà il congresso, come ho detto all’assemblea di luglio. Il congresso si farà prima delle europee, per me le primarie si devono fare l’ultima domenica di gennaio”. Negli scorsi giorni alcuni esponenti avevano chiesto a Martina di indicare una data, a partire da Roberto Giachetti che ha iniziato uno sciopero della fame in attesa della data del congresso, spiegando le sue motivazioni in un’intervista a Fanpage.it. “Sono consapevole che siamo in una fase in cui le attese verso il governo sono ancora alte e non sottovaluto il fatto che a 100 giorni dall’inizio di questo governo non hai ancora lo spazio per esplicitare la tua alternativa – prosegue Martina –. Ma non esiste l’alternativa senza il Partito Democratico”.

Martina parla della difficile situazione del partito oggi: “Non mi nascondo la fase difficile per noi. Sono passati sei mesi, è passato agosto e siamo ancora all’avvio. Noi dobbiamo fare un lavoro nuovo, di ripartenza. Ma una democrazia come la nostra vive del confronto tra maggioranza e opposizione e credo che il Pd sia fondamentale, non credo alla sua fine. Anche cambiando le persone, faremo un congresso, io mi dimetterò certamente, lo abbiamo detto all’assemblea di luglio. Il congresso lo facciamo prima delle europee, le primarie l’ultima domenica di gennaio”. “Io darò una mano”, risponde poi l’attuale segretario dem alla domanda sulla sua candidatura.

Le critiche alla legge di bilancio

Il Pd ribadisce il suo ruolo all’opposizione, anche in questi giorni in cui il governo varerà il Def e la legge di bilancio. “Domenica pomeriggio – dichiara il segretario dem – saremo in piazza del Popolo a Roma per dare il segnale di una alternativa: il Pd deve esserci, fare la sua parte. I nodi vengono al pettine: quando prometti tutto a tutti e immagini che le soluzioni arrivino con qualche tweet o qualche post su Facebook, poi la realtà arriva a chiedere il conto. Non puoi immaginare di continuare a fare opposizione dalla posizione di governo”. In particolare, Martina accusa il governo su un aspetto contenuto nella bozza del Def: “Ci sono 5 miliardi di tagli al sociale per finanziare promesse elettorali, è una grande presa in giro. Sono sconvolto da come strattonano alcuni principi costituzionali che andrebbero garantiti”.


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