Lega, Centinaio contro i magistrati


“Nessuno è sopra la legge, ma neanche i magistrati sono sopra la legge. Ahimè i magistrati spesso la interpretano o si inventano le cose”

Gian Marco Centinaio e Matteo Salvini

L’iscrizione di Matteo Salvini nel registro degli indagati per quanto accaduto con la nave Diciotti qualche settimana fa ha dato l’avvio a una sorta di campagna denigratoria nei confronti della magistratura. Il governo di Conte su questo è spaccato: da un lato c’è la Lega che puntualmente lancia frecciatine e critiche ai magistrati, dall’altra il Movimento 5 Stelle che correggere il tiro e invita al rispetto e alla moderazione, soprattutto quando certi attacchi arrivano da Ministri.

Salvini, indagato per sequestro di persona aggravato, non ci era andato affatto leggero nei giorni scorsi, scatenando l’ira dei magistrati e spingendo il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ad alzare la voce, o almeno a tentare di farlo. Il messaggio, però, non sarebbe stato recepito, visto che oggi un altro ministro leghista ha lanciato un affondo alla magistratura.

Gian Marco Centinaio, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, è intervenuto oggi ad Agorà su RaiTre e, generalizzando, ha criticato il modo in cui spesso i magistrati farebbero il proprio lavoro, sottolineando la necessità di ritenerli responsabili di eventuali errori:

Nessuno è sopra la legge, ma neanche i magistrati sono sopra la legge. Ahimè i magistrati spesso la interpretano o si inventano le cose. Il potere giudiziario deve vedere le leggi ed applicarle, non se ne deve inventare altre e non ci devono essere magistrati che si dichiarano pubblicamente obiettori di coscienza riguardo alle leggi fatte da uno dei poteri dello Stato. Come ci deve essere la responsabilità dei politici ci deve essere la responsabilità dei magistrati. Devono essere responsabili di ciò che fanno.

Centinaio non fa nomi, fa un discorso generale accusando i magistrati di inventarsi le cose. Che è ancora peggio dell’accusare un singolo magistrato per aver fatto il proprio lavoro utilizzando le leggi che i politici hanno promosso nel corso dei decenni. Bonafede, al momento, tace.




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