L’indigo naturalis serve a curare la psoriasi?


INDIGOI prodotti a base di indigo utilizzati per via topica, cioè direttamente sulla cute o sulle unghie colpite dalla psoriasi, possono rappresentare in casi selezionati un’alternativa terapeutica efficace, sicura e poco costosa, sebbene possano determinare, se non utilizzati in olio, colorazione a carico della pelle e dei tessuti. Un’altra criticità è rappresentata dal fatto che la fonte di provenienza del prodotto può non essere sicura e quindi contraffatta ed è bene che ci si rivolga ad erboristerie accreditate, in grado di fornire precise indicazioni sulla concentrazione ottimale del principio attivo e sulla formulazione più adatta.
L’Indigo naturalis è, infatti, una polvere blu scura, ottenuta dalle foglie di piante come Baphicacavthus cusia e Polygonum tinctorium, Indigofera tinctoria e Isatis indigotica il cui principio attivo è l’indirubina, ampiamente utilizzate nella medicina tradizionale cinese, il cui meccanismo d’azione è riconducibile al controllo dell’iperproliferazione delle cellule dell’epidermide, al ripristino della funzione barriera, nonché ad un’azione antinfiammatoria attraverso l’inibizione dell’interleuchina-17 ed il conseguente rilascio di citochine infiammatorie.

E’ bene ricordare che la psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle a carattere cronico e recidivante che  può necessitare di trattamenti farmacologici di lunga durata, che possono essere gravati da effetti dannosi o essere controindicati soprattutto in alcune categorie di pazienti. Esistono molte terapie efficaci, ma un valido supporto alle terapie farmacologiche può venire dalla fitoterapia.
A tal proposito, sebbene siano moltissime le segnalazioni di potenziali «cure naturali», va puntualizzato come nella maggior parte dei casi siano prive di supporto scientifico. I pazienti dovrebbero pertanto evitare l’autoprescrizione, parlandone con il dermatologo in modo che il trattamento sia quello più adatto alla loro  condizione.
Da uno studio condotto pubblicato a novembre 2018 su Jama Dermatology, relativo ad una sperimentazione clinica condotta a Taiwan, è emerso come un estratto naturale contenente indigo in olio, testato su un campione di 28 pazienti di età compresa tra 20 e 65 anni affetti da psoriasi a livello ungueale, ha mostrato un miglioramento del NAPSI (indice di valutazione dell’interessamento ungueale) pari al 51,3% rispetto al 27,1% ottenuto con un prodotto a base di calcipotriolo, applicato sulle unghie delle mani colpite due volte al giorno per 6 mesi.
Stando ad altre ricerche l’indigo naturalis presenterebbe attività antivirale, antimicrobica, antipiretica e capacità di promuovere la rigenerazione della mucosa gastrica, anche se la somministrazione orale sia da evitare in quanto gravata da disturbi a livello gastrointestinale, polmonare e da tossicità epatica.
In conclusione, sebbene i dati emersi finora siano interessanti, va puntualizzato che sono preliminari e necessitino di conferme su casistiche più ampie.


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