l’influenza del primitivismo sulle avanguardie


Quali sono le influenze tra l’arte etnica e le avanguardie che fecero grande l’arte dei primi del novecento? La mostra “Je sui l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il Primitivismo nella scultura del Novecento”  racconta il lavoro delle avanguardie artistiche di inizio novecento che introiettò il pensiero del primitivismo nelle proprie opere, dando un impulso rinnovatore nell’aspetto formale a tutta la corrente artistica. L’esposizione, aperta fino al 20 Gennaio nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano a Roma, è composta di ottanta opere divise in categorie per ogni movimento artistico influenzato, include opere di Alberto Giacometti, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, Pablo Picasso, Man Ray, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Georges Braque, Marino Marini.

I lavori dei grandi autori di inizio novecento sono accostati una selezione di manufatti precolombiani e capolavori di arte etnica e popolare databili tra il XV secolo e l’inizio del Novecento. Il primitivismo è quell’insieme di correnti culturali che vedono nell’abbandono della modernità e nel ritorno ad uno stile di vita primitivo, il ritrovamento da parte dell’essere umano e della società della propria e vera dimensione. L’interesse per l’arte africana era nato dopo le numerose mostre di arte etnica organizzate nelle principali città europee tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento.

Le esposizioni in cui erano presenti opere tra cui maschere e sculture africane ebbero un grande successo soprattutto tra i grandi artisti europei. Picasso, che frequentò assiduamente la mostra di Parigi svoltasi all’Antico Trocadero nel 1937, parlò all’amico André Malraux  dell’arte africana e delle maschere in particolare come qualcosa di magico. La mostra a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina è promossa dal Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro, e dal Museo delle Culture di Lugano.


Link ufficiale: https://www.fanpage.it/feed/