L’Italia non rispetta la parola data


Senza mezzi termini, il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, ha dichiarato che l’Italia non sta rispettando i patti. In un’intervista concessa al quotidiano Le Monde, Juncker ha spiegato: “L’Italia non rispetta la parola data. Spero rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea. Il nostro mandato non è rovesciare un Governo o creare problemi con dei comportamenti inappropriati o delle dichiarazioni eccessive”.

Nel corso della giornata, anche il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha lanciato un avvertimento, seppur senza mai citare direttamente il Belpaese: “La crescita ampia e attualmente in corso richiede la ricostituzione dei buffer fiscali. Questo è di fondamentale importanza nei Paesi in cui il debito pubblico è elevato e per i quali la piena adesione al Patto di stabilità e crescita è fondamentale per avere bilanci sani. Resta essenziale l’attuazione trasparente e coerente del quadro di governance fiscale ed economica dell’Ue, nel tempo e tra i vari paesi”.

Poul Thomsen, a capo del Dipartimento europeo del Fmi, ha invece rincarato la dose e ricordato che, nonostante l’avvertimento dei giorni scorsi, “la manovra in discussione va in direzione opposta rispetto ai suggerimenti del Fmi. Credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento di bilancio che ha portato l’Italia a crescere sotto il suo potenziale. Non è il momento di allentare le politiche di bilancio, l’Italia, ha margini limitati”.

La replica del Movimento 5 Stelle

“Sorprendono ancora una volta le dichiarazioni di Juncker, che da un lato dice di amare il nostro Paese e dall’altro gli chiede ancora austerità, giustificandola con gli impegni di finanza pubblica presi dal governo Gentiloni. Juncker forse non ha ben chiari i meccanismi della democrazia: il 4 marzo il voto ha premiato M5S e Lega, poi unite in un contratto di governo. Per realizzarlo, abbiamo bisogno di abbandonare l’austerità e dare forza a un’economia che ereditiamo in pessime condizioni Il M5S non è anti-europeista, ma interpreta in senso pieno lo spirito dei Trattati. Juncker ha bisogno di un ripasso, l’art. 2 del Trattato di Lisbona chiede all’Ue – tra le altre cose – di adoperarsi ‘per lo sviluppo sostenibile, la piena occupazione e il progresso sociale, su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente’. L’Ue che vogliamo costruire insieme agli altri è questa”, dichiarano i deputati M5S della commissione Bilancio.


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