Lui rovinato dalla droga, i suoi assassini dei mostri


Un ragazzo cambiato negli ultimi due anni, “rovinato dalla droga”. Così Fabiola Belardi è tornata a parlare dalle pagine del quotidiano L’Unione Sarda di suo figlio Manuel Careddu, il diciottenne di Macomer barbaramente ammazzato a settembre in Sardegna. Per il suo omicidio sono finiti in carcere sei giovanissimi, tra cui anche due minorenni. La mamma di Manuel ha spiegato che negli ultimi due anni il carattere del ragazzo era cambiato e ha parlato di droga nella vita del diciottenne. “Lo sapevo e non facevo finta di niente. Ho cercato in tutte le maniere di dissuaderlo e farlo tornare sulla strada giusta. Mi sono battuta fino all’ultimo. Ripeto, aveva un carattere ribelle. Ho combattuto tanto”, ha detto la donna. La signora Belardi ha commentato anche delle voci che le sono arrivate dopo una fiaccolata che c’è stata venerdì sera per suo figlio Manuel. “Mi hanno riferito che dopo il corteo qualcuno ha cercato di assolvere quei ragazzi che hanno ucciso mio figlio in maniera atroce – ha spiegato -. Se non sono mostri, come li dobbiamo chiamare? Angeli forse? Nessun rancore verso Ghilarza e la sua gente, ma non posso perdonare chi ha ucciso mio figlio”, ha aggiunto la mamma di Manuel che non ha partecipato alla manifestazione, troppo provata dal dolore.

Migliaia di persone alla fiaccolata per Manuel: domani una camminata da Abbasanta a Ghilarza – Alla fiaccolata per Manuel c’erano migliaia di persone e tanti giovani. In testa al corteo, partito dal Municipio, il sindaco di Macomer Antonio Succu e quelli di Abbasanta e Ghilarza Stefano Sanna e Alessandro Defrassu, che hanno portato un alberello di ulivo come simbolo di pace. “Tutto questo perché la tragedia di Manuel non passi inosservata – ha detto Succu – questo momento di riflessione ci deve aiutare a ritrovare la strada”. Il sindaco di Abbasanta ha annunciato per domani 30 ottobre una camminata da Abbasanta a Ghilarza “per continuare a meditare sull’accaduto”. “Stiamo aiutando con un’equipe di esperti la famiglia della diciassettenne che si trova in carcere, faremo quanto possibile per superare questo momento”, ha aggiunto il sindaco. E ancora: “L’albero di ulivo è un segnale affinché nelle nostre comunità ritorni la pace e l’armonia – ha aggiunto Defrassu – I ragazzi coinvolti vivevano sicuramente un disagio ma nessuno si aspettava un tragedia del genere”.


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