M5s ha responsabilità politica dell’attacco web a Mattarella, organizzano cultura dell’odio


L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, individua una chiara responsabilità politica nei Cinque Stelle per l’attacco web avvenuto contro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il veto sul governo penta-leghista e sul nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia. Intervistato da La Stampa, Renzi afferma: “C’è in giro in Italia una cultura del manganello online e dell’odio che è stata ingegnerizzata, organizzata, e la responsabilità politica è chiara, dei 5 Stelle e della Lega”. L’ex segretario del Pd parla di “strutture dell’odio” e cita, come esempio, proprio il caso dell’attacco web avvenuto durante la notte contro il capo dello Stato. “Nell’operazione contro Sergio Mattarella – prosegue Renzi – i troll che hanno minacciato e insultato online il presidente della Repubblica non li hanno fatti i russi, sono stati fatti in Italia, c’è un’indagine in corso, e sulle responsabilità giudiziarie bisogna rispettare il magistrato. Ma la responsabilità politica è del M5s”.

Renzi precisa a cosa fa riferimento: “L’ultima domenica di maggio, il 27, mentre Di Maio in diretta tv da Fabio Fazio annunciava che il M5s avrebbe chiesto l’impeachment per Mattarella, e contemporaneamente decollavano alcuni hashtag con tweet violenti e pericolosissimi”. Renzi parla anche dell’ascesa continua di M5s e Lega: secondo lui il punto è che “in Italia il nostro establishment ha spianato la strada ai populisti, e rotto l’unico argine che rimaneva sulla loro strada, il Pd. Rivendico con orgoglio di esser stato parte di quell’argine. L’establishment ci avrebbe voluto far capitolare e sottomettere al M5s”. In ogni caso, l’ex presidente del Consiglio è sicuro che “il consenso del governo non durerà, ma la crisi non la fanno, state certi. Hanno i modi di occupazione delle poltrone del pentapartito, senza averne però la statura politica”.

Renzi è sicuro che Tria non si dimetterà, “del resto non possono mandarlo via, i mercati impazzirebbero”, afferma riferendosi all’attuale ministro dell’Economia. Il senatore del Pd non risparmia un attacco al vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio: “Odia il lavoro. Ama i poveri nel senso vuole più poveri”. Renzi parla anche di Europa ed esclude la possibilità che sia lui il leader di un fronte comune contro i nazional-populisti, di cui farebbero parte Pse, Macron, Alde e Verdi: “Non penso possa proporlo un ex premier italiano. Io vorrei dentro anche Tsipras, un fronte da Macron a Tsipras. Se ci sarà un candidato socialista, vorrei uno capace di dialogare con tutti, uno come Frans Timmermans, di cui abbiamo parlato anche con Minniti di recente, sarebbe un ottimo candidato”.


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