Mai parlato di ingresso del Mef nel capitale di Alitalia


Non sarebbe una notizia ufficiale il ritorno dello Stato come azionista di Alitalia, attraverso il ministero di via xx Settembre. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria smentisce il vicepremier Luigi Di Maio: “Io penso che delle cose che fa il Tesoro debba parlarne il ministro dell’Economia. Io non ne ho parlato”, intervenendo in merito all’ipotesi di ingresso del Mef nel capitale di Alitalia così come affermato dal ministro pentastellato, a proposito del rilancio dell’azienda. “Il ministero dell’Economia convertirà in equity parte del prestito con cui coprirà la quota del 15% di partecipazione nella Newco”, ha detto di Maio.

Un’ipotesi rilanciata anche dal sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, che commenta le parole di Tria: “Noi stiamo facendo ciò che è scritto nel Contratto di Governo e sarebbe bene che tutti noi lo mettessimo sulla scrivania come memo, così eviteremmo di rimanere stupiti di cose ben indicate e all’ordine del giorno. La soluzione che si sta prospettando è all’ordine del giorno ed è uscita già da giorni attraverso indiscrezioni”, sottolinea Siri: “È una questione di cui si è parlato. Noi come ministeri competenti abbiamo lavorato alacremente per una soluzione che coinvolgesse partner industriali nel perimetro delle società pubbliche, senza escludere un socio industriale straniero”, dice Siri, spiegando che “abbiamo un’urgenza”, la scadenza di fine mese. “Con Tria penso non ci saranno problemi, ci siederemo tutti al tavolo per collaborare fattivamente insieme per l’obiettivo del Contratto di Governo”, conclude.

“I trattati indicano il 3% e questo viene rispettato”. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, conversando poi con i giornalisti a margine dei meeting annuali di Fmi/Banca mondiale, continua a difendere la manovra e risponde a chi gli chiede dell’invito del direttore generale del Fmi Christine Lagarde di rispettare le regole europee sul deficit.

“È chiaro che ogni istituzione dà dalle raccomandazioni, poi si instaura un dialogo e si fanno delle scelte di policy che a volte coincidono con le raccomandazioni e a volte divergono”, spiega Tria. Il dialogo avviato “con la Commissione europea è un dialogo costruttivo, ci saranno dei rapporti, delle discussioni e tutto questo rientra nel quadro complessivo delle regole europee. Anche quando un Paese diverge da alcuni sentieri si aprono discussioni e procedure che rispondono a un quadro europeo. Tutto si svolge totalmente nel quadro legale europeo. Vedremo come riusciremo a spiegare le scelte Italiane a favore della crescita e a favore di una discesa effettiva del rapporto debito/Pil che finora non c’è stato”.

Poi risponde alle accuse del presidente dell’Inps Tito Boeri, che ieri ha detto che la riforma delle pensioni con Quota 100 non aiuta i giovani “anche nel caso ne venisse assunto uno per ogni uscita”, perché “a gravare sulle nuove generazioni ci sarebbe un debito pensionistico enorme”“Boeri avrà le sue stime. Quando vedo 100 miliardi bisogna vedere qual è l’arco temporale in cui si accumula questo debito”, riferendosi ai maggiori oneri per 100 miliardi legati alla riforma delle pensioni previsti da Boeri.“Poi, ognuno mantiene le proprie stime e la propria opinione”, dice il titolare del Mef.


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