“Mai venderei Icardi. Conte top, passato non conta. Mou? Dico no perché…” – FC Inter 1908


Enrico Mentana, direttore del tg di La7 e del quotidiano online Open, è un noto tifoso nerazzurro. Lo abbiamo intervistato per chiedergli cosa pensa della questione Icardi ma non solo. Questo è quanto ha detto ai microfoni di FCINTER1908.IT:

-Da che parte si schiera quando si tratta del futuro di Icardi all’Inter? 

Nessun tifoso ha il quadro completo. Uno dei motivi per i quali è difficile rispondere in maniera compiuta a questa domanda è che ancora non sappiamo cosa sia successo davvero con Icardi. Questo rende possibile dire tenere o vendere. Rispetto a quello che vedo sul campo, ovviamente solo durante le partite, dico che ci penserei centocinquanta volte prima di vendere Icardi. I tifosi dell’Inter hanno visto andare via nel giro degli anni Rummenigge, Ibrahimovic, Altobelli, Boninsegna, Ronaldo, Vieri, Adriano, persino Milito. Sappiamo che un amore non è per sempre, abbiamo visto andare via persino Corso e Suarez per l’epilogo della loro carriera. Un conto è dire questo e un conto è dire che fai andare via un giocatore di 26 anni che ha sempre fatto più gol che sospiri. Se bisogna essere laici, uomini di mondo, diciamo venderlo per tenere qualcosa, Lautaro e basta? Se uno sacrifica Icardi ne deve valere la pena. Di mio io non lo venderei mai. 

-Sappiamo che il rapporto con l’allenatore sembra compromesso…

Questo non lo so, se è una questione caratteriale sono altri discorsi. Tocca alla società poi decidere se cedere Spalletti o Icardi. Non dimentico mai che la grande Inter è entrata in Champions League perché alla penultima giornata il Crotone di Zenga, già retrocesso, ha fermato la Lazio, poi anche noi abbiamo battuto la Lazio, ma ci sono una serie di concatenazioni e non siamo entrati in Champions dalla porta principale. Non dico che siamo di fronte ad una squadra straordinaria che non va smembrata, sicuramente serve un progetto di rifondazione per l’Inter, di cambiamento. Poi però è evidente a tutti che Spalletti è un ottimo allenatore, ma non è Guardiola o qualsiasi altro grande. Mourinho non lo riprenderei perché non credo ai cavalli di ritorno, nove anni fa era quel Mourinho, quello che è passato a Manchester e dal Chelsea è un po’ trasandato. 

-Un pensierino su Conte lo farebbe? 

Lo choc avuto con Marotta è durato venti minuti. Ed è come quando prendemmo Vieira e Ibrahimovic, nessuno ricordava dopo venti minuti che avevano la maglia bianconera, bisogna essere onesti con noi stessi su queste cose. Conte, Allegri, i grandi allenatori sono pochi e capita che siano passati anche dalla Juve. Lo dico proprio qui a voi, non amo parlare con quelli che parlano di rubentus o cose così, le squadre forti si rispettano sempre e se un allenatore ha fatto una grande esperienza là e in una grande squadra va benissimo. Non credo all’incompatibilità, credo al contrario.

Credo che un grandissimo allenatore lo sia sempre e Conte ha trovato ad Eder persino un ruolo in Nazionale. Ha sfiorato l’impresa agli Europei con lui e Pellé. E’ un grande allenatore come Allegri o Guardiola. Adesso bestemmio, ma non scambierei Spalletti con Simeone. Se l’Inter dovesse decidere di mandare via Spalletti, che non ha fatto niente di male nella vita, dovrebbe essere per un grande allenatore vincente a livello nazionale ed internazionale. Deve conoscere il campionato italiano e che sia vincente a livello internazionale. Anche Allegri lo è perché se vai a fare due finali o resti stabilmente nell’élite europea si è comunque vincenti. Bisogna essere laici, nel senso che quello che ho lamentato un anno fa è che ci fosse una proprietà lontanissima e senza peso in Italia. Ora che si è deciso di appendere l’Inter ad un chiodo, ed è Marotta, allora fidiamoci. E’ chiaro che tutte le decisioni saranno dolorose, togliere uno o l’altro o entrambi, il problema è che ci sia un senso e si vada a migliorare, è sempre così nella vita.

Da 15 anni non penso più che l’Inter debba essere sempre allenata da Herrera e quando Herrera è tornato è stato un cavallo di ritorno e sarebbe stato meglio se non fosse tornato. Bisogna averle presente tutte queste cose nell’età della saggezza. Credo sia importante trovare uomini bandiera, lo è stato per gran parte della sua avventura Icardi e può tornare ad esserlo, sono scelte che si fanno ma comunque non mi faccio dire dalla Curva chi devo fischiare e chi applaudire. Cioè fate quello che volete ma tenete Handanovic, Skriniar, de Vrij, D’Ambrosio, giocatori che hanno portato la croce e spesso si sono presi voti bassi immeritatamente. Tenete Brozovic di cui la preziosità si vede quando non gioca, con l’Inter che sembra regredire da ogni punto di vista. Teniamoci Politano che è amato dal pubblico. Poi con i grandi che hanno mercato si fanno scelte da adulti però sapendo che di migliori di Icardi ne ho visti pochi al centro dell’attacco in giro per l’Europa. E Lautaro non mi sembra una prima punta. 

-Facciamo un passo indietro su Inter-Juventus e parliamo della gestione degli scontri diretti dell’ultimo periodo: da un lato c’è la sensazione che si sia alzata l’asticella, dall’altra la sensazione di parte dell’ambiente per non aver aggredito i bianconeri. Lei cosa ne pensa? 

Dico francamente che il pari, ricordando quanto successo l’anno scorso…si ha il braccino corto anche per non avere brutte sorprese e un punto con la Juve è sempre un punto guadagnato, bisogna partire da questo. Quel primo tempo serve sicuramente all’autostima, serve a far vedere che l’Inter quando fa l’Inter è competitiva con qualsiasi altra squadra. Quel primo tempo deve servire per le ultime partite. A me importa che l’Inter sia forte a Udine e faccia i punti, sono quelli che contano e la capacità di fare gioco del primo tempo – e nel calcio si è in due, la Juve del primo tempo è stata vera Juve? – è importante. Bisogna parlarsi chiaramente, vero che ad Udine sabato non c’è Ronaldo dall’altra parte. Della gara con i bianconeri mi è piaciuto che la squadra ha saputo tenere il campo e il gioco e fare possesso palla, significa dare meno la palla agli avversari, e addormentare il gioco è un aspetto di questa Inter facendola girare bene. Penso che proprio la partita della Juventus sia positiva perché in poche hanno fatto punti contro di loro. Se non pensiamo al pari con la Roma e a quello con la Juve come passi avanti credo che si ha una visione pessimista. 

(Fonte: FCINTER1908.IT)




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