Maldini: “Gattuso? Lo devo valutare freddamente” – La Gazzetta dello Sport


Il direttore strategico rossonero a Dazn: “Abbiamo ruoli diversi, non siamo compagni di squadra. Lavorare con Leonardo è una bella sfida, piena di sentimento”

Il tridente che nella mente dei tifosi profuma di storia, successi e tradizione – in una parola sola: profuma di milanismo – rischia probabilmente di interrompersi già con questa stagione. Molto, molto difficile pensare di vedere Leonardo, Maldini e Gattuso tutti insieme ai rispettivi posti all’inizio del prossimo campionato. Leonardo è in odore di dimissioni e il futuro di Gattuso è assolutamente incerto. Dei tre la figura meno in alto mare pare quella di Maldini, che nei giorni scorsi ha parlato a Dazn della sua esperienza e del rapporto con Leo e Rino. Parole molto chiare e, volendo, anche piuttosto rigorose nei confronti dell’ex compagno di battaglia. Imposte evidentemente dal ruolo, come spiega Paolo.

SALTO DELLA BARRICATA

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“Bisogna avere rispetto della persona che hai davanti – racconta il direttore strategico rossonero –. Siamo tutti e due lì per fare in modo che la cosa funzioni: le vedute possono essere diverse, ma il nostro rapporto aiuta a superare i momenti di difficoltà. Il suo operato lo devo valutare in modo freddo. Abbiamo ruoli diversi, non siamo compagni di squadra”. Il salto della barricata, ovvero passare dal campo alla scrivania, è roba complicata. Gattuso lo ripete spesso, con un velo di nostalgia comprensibile. Le parole di Maldini non sono quindi nulla che vada oltre una chiara presa di posizione sui rispettivi ruoli, ma fanno comunque un certo effetto. Prosegue Paolo: “Direttore strategico del Milan è un titolo che può spiegare tante cose o anche niente. Leonardo ha preso questa posizione di dirigente a 360 gradi, più di un direttore sportivo, e mi ha chiesto di accompagnarlo in questa avventura. La definizione del ruolo è poco importante, quello che importa è che siamo a capo dell’area sportiva. È una bella sfida, piena di sentimento. La mia vita sportiva è sempre stata legata a questi colori, a questa città, quindi è la chiusura di un cerchio. Sembrava naturale, ma non era detto che accadesse”.

PROGETTO LUNGO

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Poi una riflessione sul futuro: “L’obiettivo è avere un Milan che torni protagonista. Ci vorrà magari un po’ di tempo, ma l’idea è avere uno stadio di proprietà, magari assieme all’Inter ma di altissimo livello. Insomma, è un progetto a lunga scadenza…”. E infine, un sorriso largo così nel parlare di suo figlio Daniel: “È il primo fantasista della dinastia Maldini, è l’unico con quelle attitudini da trequartista, da goleador. È un po’ ambidestro anche lui come me. Nel suo carattere rivedo alcune cose mie e poi nei movimenti c’è genetica perché come la gente rivede me nei miei figli, rivedeva mio padre in me ai miei esordi”.


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