Maldini: “Voglio un Milan che torni protagonista: progetto a lunga scadenza”


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ULTIME MILANPaolo Maldini, direttore sviluppo strategico area sport del Milan, ha parlato, in esclusiva, ai microfoni di ‘DAZN‘ per la trasmissione ‘Linea Diletta‘ con Diletta Leotta. Queste le dichiarazioni di Maldini:

Sullo stile sul terreno di gioco: “Io penso che il campo debba rispecchiare quello che sei nella vita, quindi quello che ho provato a lasciare io è un’impressone di grossa determinazione, volontà e rispetto”.

Sul suo piede preferito: “Io sono destro di mano, di piede. Ma quando ho iniziato a giocare, da bambino, c’era spazio sul versante sinistro, quindi mi sono adeguato”.

Su quanto è allenante il tennis per un calciatore: “Allenante fisicamente, ma soprattutto a livello mentale, perché è uno sport individuale. Quindi, quando vai in partita, hai degli alti e bassi”.

Sul suo primo incontro con il proprietario del Milan: “Di me sapeva ma non sapeva. Mi ha chiesto come vedessi una determinata situazione, che era l’opposto suo. E mi sono detto: iniziamo alla grande!”.

Su Gennaro Gattuso: “Io e Gattuso? Bisogna avere rispetto della persona che hai davanti. Siamo tutti e due lì per fare in modo che la cosa funzioni: le vedute possono essere diverse, ma il nostro rapporto aiuta a superare i momenti di difficoltà…. Il suo operato lo devo valutare in modo freddo. Abbiamo ruoli diversi, non siamo compagni di squadra”.

Sul suo ruolo da dirigente: “Direttore strategico dell’area sport del Milan è un titolo che può spiegare tante cose o anche niente… Leonardo ha preso questa posizione di dirigente a 360 gradi, più di un direttore sportivo, e mi ha chiesto di accompagnarlo in questa avventura… la definizione del ruolo è poco importante, quello che importa è che siamo a capo dell’area sportiva”.

Sul suo lavoro al Milan“È una bella sfida, piena di sentimento… la mia vita sportiva è sempre stata legata a questi colori, a questa città, quindi è la chiusura di un cerchio. Sembrava naturale, ma non era detto che accadesse…”.

Sul futuro del club rossonero: “I prossimi punti che chiuderò? Avere un Milan che torni protagonista. Ci vorrà magari un po’ di tempo, ma l’idea è di avere uno stadio di proprietà, magari assieme all’Inter ma di altissimo livello, insomma è un progetto a lunga scadenza…”.

Su una situazione di stress che si è trovato a gestire: “Un momento in cui ho saputo gestire un team sotto stress? Oddio, prima della finale di Manchester contro la Juve. Siamo tornati in finale dopo 9 anni, molti compagni non erano mai stati in una finale di Champions League: ho dovuto fingere di essere la persona più tranquilla del mondo e tutti mi dicevano “ma cavolo Paolo come fai a essere così tranquillo?” e io dicevo “eh sai è l’abitudine!” e invece dentro di me avevo il fuoco, però son riuscito a gestire quella pressione. Si stupivano che dormissi: avevo preso una pastiglia per dormire (ride, ndr). Sono piccole bugie che danno sicurezza al gruppo”.

Sul figlio Daniel, stellina della Primavera: “Daniel è il primo fantasista della dinastia Maldini, è l’unico con quelle attitudini, da trequartista, da goleador. E’ un po’ ambidestro anche lui come me. Nel carattere suo rivedo alcune cose mie e poi nei movimenti c’è genetica perché come la gente rivede me nei miei due figli, la gente rivedeva mio padre in me ai miei esordi…”. Il Milan, sul mercato, potrebbe sacrificare qualcuno dei suoi gioielli: per i dettagli, continua a leggere >>>

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