“Mancini ha ragione, i giovani italiani vanno fatti giocare”


Urbano Cairo. Lapresse

Urbano Cairo. Lapresse

“Non ho mai fatto nomi, ma il calcio italiano ha bisogno di innestare una marcia diversa”. Urbano Cairo non ha dubbi e a margine della presentazione del Festival dello Sport di Trento (kermesse targata Gazzetta dello Sport assieme alla regione Trenino in scena dall’11 al 14 ottobre), risponde cos a chi gli fa il nome di Giuseppe Marotta come possibile prossimo presidente della Figc. “Non mi sono occupato di nomi, ho letto dai giornali varie ipotesi – spiega -. Io credo che certamente il calcio italiano abbia bisogno di una rinascita, di una progettualit a breve-medio periodo. Il nostro calcio merita di fare migliori cose di quanto fatto nell’ultimo anno. Ne abbiamo la possibilit. Se la Croazia con 4 milioni di abitanti arriva in una finale del Mondiale, noi dobbiamo porci obiettivi diversi… Dobbiamo innestare una marcia diversa”.
berlusconi e il monza
Il presidente del Torino commenta poi il ritorno di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani nel calcio italiano, visto che il prossimo 29 settembre, dovrebbe essere ufficializzato l’acquisto del Monza: “Mi sembra una cosa positiva. C’ la possibilit con il Monza di fare un’impresa, per loro portare questo club in Serie A sarebbe un record molto bello: in bocca al lupo a entrambi”.


nazionale
E sulle parole del c.t. della Nazionale, Roberto Mancini, che nei giorni scorsi si era detto preoccupato per il fatto che i club facessero giocare poco i giovani italiani, Cairo dice: “Il fatto di far giocare di pi gli italiani una cosa che si dice e che va fatta, poi chiaro che tutto dipende dagli allenatori che hanno l’obiettivo di vincere le partite e ottenere i loro risultati, tutto molto complicato e articolato. Sicuramente – continua il numero uno granata -, dovremo cercar di dare pi spazio ai nostri ragazzi, le seconde squadre potrebbero essere un modo, e poi guardare come hanno fatto gli altri Paesi in cui le cose stanno andando meglio tipo il Belgio e la Francia. Ci vorrebbero pi centri di formazione e bisogna puntare sul miglioramento degli istruttori italiani, ovviamente si pensa agli allenatori delle prime squadre, ma forse oggi importante pensare a chi allena i bambini a 14 anni, l che si formano i ragazzini”.

dazn
Infine, un commento sulle difficolt iniziali di Dazn: “Ha avuto un inizio in salita, ma pu accadere. Stanno lavorando alacremente per risolvere i problemi, ma nel loro interesse che anche quello dei loro abbonati. Credo che siano gi stati fatti passi avanti su numeri molto importanti. Sono fiducioso che le cose possano essere sistemate tutte quante nel modo migliore”.

 Gasport 

© riproduzione riservata


Link ufficiale: gazzetta.it