Mancini: “In Nazionale i miei ragazzi sono felici”. Baresi: “Divertirsi è fondamentale” – La Gazzetta dello Sport


Il tema del primo “salottino”, coordinato dal condirettore di Gazzetta Stefano Barigelli, è stato il divertimento. Ecco quello che hanno detto il c.t., l’ex capitano del Milan, Giovanni Malagò e gli altri ospiti

dal nostro inviato Filippo Conticello

I bimbi che popolano la gigantesca Sala Nervi lo sanno: quella palla insegna a crescere con spensieratezza, a inseguire creatività e divertimento. E’ uno degli assi cartesiani di questa mattina speciale in Vaticano dal nome che parla già da solo: si chiama “Il calcio che amiamo”, maxi-evento organizzato dalla Gazzetta, Miur, Figc e Lega. Vuole raccontare la bellezza che ancora conserva il gioco ai cinquemila studenti in sala. Assieme a loro, molti bambini e ragazzi delle scuole calcio della Federazione, rappresentanti delle squadre giovanili di alcune società di Serie A e i vincitori dei campionati studenteschi di Calcio a 5 da tutte le regioni di Italia.

le parole del c.t.

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La performance freestyle dei “Da Move” ha dato il via alla giornata, con l’introduzione del vicedirettore vicario Gianni Valenti e il via al primo “salottino” coordinato dal condirettore Stefano Barigelli. Tema della discussione “il divertimento” e chi meglio di Roberto Mancini poteva parlarne: “L’unica cosa che contava per me da bambino era il calcio: allenare tanti giovani mi dà gioia e anche loro si divertono con me.. Basti vedere l’entusiasmo che hanno i ragazzi quando vengono in Nazionale”, ha detto il c.t. Il presidente della Lega di A Gaetano Miccichè ha aggiunto altre parole su un obiettivo ambizioso per il futuro: “Dietro a quello che vedete ogni domenica, c’è grande organizzazione e lavoro. Il tema delle famiglie allo stadio è per noi una priorità: tutte le società sono interessate e creare strutture e stadi nuovi, più facilmente raggiungibili e accoglienti, luoghi che rappresentino la squadra del cuore”.

Il divertimento la stella polare

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Franco Baresi, leggenda del Milan ha parlato della sua esperienza personale: “Finché mi sono divertito, ho giocato… Anche quando mi allenavo, anche se ero un professionista ad alti livelli, non ho smesso mai di divertirmi: questo deve essere un esempio per tutti i ragazzi”. E infine è toccato anche al presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha battuto sull’importanza degli insegnanti: “Tanti genitori mi dicono: ‘Non perché è mio figlio… ma è bravo!’. La crescita dei ragazzi deve essere accompagnata da quella dei genitori: chi si sostituisce agli allenatori fa un errore gravissimo”. E poi, più in generale, sull’importanza del calcio che amiamo: “In Italia si fanno 387 sport diversi: se il calcio non va bene e non funziona, nell’opinione pubblica tutto lo sport non funziona. Per questo abbiamo tutti una responsabilità maggiore”.


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