Mancuso sfida Di Carmine: modi diversi di essere letali – La Gazzetta dello Sport


Domani sera in Pescara-Verona si affrontano il bomber di movimento e il cobra dell’area di rigore

Hanno fatto le prove generali mercoledì al Bentegodi nell’andata della semifinale playoff finita 0-0. Verona e Pescara si sono affrontate senza fare calcoli, a viso aperto, e i due bomber Samuel Di Carmine e Leonardo Mancuso ci hanno provato in tutti modi a segnare. Ma se il primo si è scontrato con la vena di grazia del portiere del Pescara Fiorillo, l’attaccante abruzzese è stato fermato dal palo. In ogni caso, con una partita da 7 in pagella entrambi sono stati i migliori in campo subito dopo Fiorillo (7,5). Anche domani nel ritorno allo stadio Adriatico di Pescara fungeranno da catalizzatori per le aspettative di successo dei rispettivi club e tifosi le. Ma i punti di contatto finiscono qui.

STATO DI FORMA

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Perché Mancuso e Di Carmine sono attaccanti molto diversi, come diversi sono i loro stati di forma. Nonostante sia il bomber della squadra e abbia segnato più del doppio rispetto al collega (19 a 9), il 27enne Mancuso (li compie proprio domenica) ha realizzato soltanto due gol nelle ultime 10 partite disputate dal Pescara (compresi i playoff), dopo che aveva preso parte attiva a sei reti (cinque marcature, un assist) nelle cinque precedenti gare degli abruzzesi. Di Carmine è invece andato in gol nelle ultime due partite giocate, una doppietta in campionato in casa contro il Foggia e la rete che ha sbloccato la gara nel 4-1 sempre al Bentegodi nel turno preliminare dei playoff contro il Perugia. Una vena positiva che risulta anche da quella di tutta la squadra che dopo aver conquistato soltanto un punto in cinque gare in campionato, ne ha ottenuti sette nelle ultime tre, due vittorie e un pareggio, playoff inclusi. Inoltre, quell’unico punto preso dai gialloblù nelle ultime tre trasferte di campionato è arrivato proprio all’Adriatico lo scorso aprile (1-1). Con Mancuso sostituito alla mezzora dalla ripresa e Di Carmine seduto 90’ in panchina. Per contro, gli abruzzesi non sono andati in gol soltanto due volte nelle 18 gare interne di questo campionato. E sono imbattuti nelle 13 gare disputate finora tra spareggi promozione e playoff di Serie B (6 vittorie e 7 pari).

SUDORE E PRECISIONE

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Il loro score in campionato è un perfetto esempio delle due tipologie di attaccanti funzionali al 4-3-3. Mancuso fa movimento, ampiezza e lavora più per la squadra come mostrano 136 verticalizzazioni e 472 passaggi positivi contro 67 e 210 di Di Carmine. È vero che ha un minutaggio stagionale più alto (3.095 a 1.796) – anche perché Di Carmine ha subito due diversi infortuni muscolari alla coscia sinistra –, ma 92 palloni recuperati da Mancuso a 22 è un dato che certifica quanto lavoro di copertura sia chiamato a fare l’attaccante di Pillon. Anche un confronto tra le specifiche offensive è illuminante: Mancuso ha tirato dentro lo specchio e fuori 85 volte contro le 28 di Di Carmine. Ma è perdente per precisione e percentuale realizzativa (53% a 71% e 22% a 32%). Non a caso Di Carmine è soprannominato il «Cobra».


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