“Mandzukic pu giocare. Gattuso diventato grande”


Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus. LaPresse

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus. LaPresse

Vecchi amici-nemici da riabbracciare, qualche brutto pensiero da scacciare, il dominio italiano da consolidare. Domani la Juve va a sfidare il Milan in un San Siro che promette di bollire, ma a Massimiliano Allegri brucia ancora la beffa immeritata contro quel diavolo di Mou: “Non chiudiamo le partite e, quando sono aperte fino al 90esimo, si rischia… – ha detto il tecnico bianconero nella conferenza della vigilia allo Stadium -. Mercoled non abbiamo capito il momento e ci siamo fatti prendere dall’emotivit: in certi attimi serve solo lucidit, se una partita non la puoi pi vincere allora devi accontentarti di non perderla. Finalmente sono tutti contenti che abbiamo giocato benissimo… Ma, alla fine, abbiamo perso e questo mi d molto fastidio: la differenza la fa sempre la vittoria!”. L’altra cosa da aggiustare, invece, davanti a Szczesny e c’ fiducia che presto tutto si incastrer come sempre: “Prendiamo pi gol su cross a difesa schierata? un periodo, il calcio non una scienza esatta, altrimenti tutte le partite finirebbero 0-0. La Juventus pu prendere gol solo in due soli modi, semplice: o una palla inattiva o quando ci addormentiamo su ripartenza. Ma abbiamo i migliori in difesa e non facile sceglierli”.

DEJA-VU
Bonucci che era di l e adesso sta di qua, Higuain ex col dente avvelenatissimo, quel filo teso che collega Max al collega Rino. Domani a San Siro tutto un deja-vu e su questo Allegri ha avuto molto di parlare in abbondanza: “Gonzalo ha dato tantissimo, stato determinante nelle nostre vittorie, poi d’estate sono state fatte delle scelte e il Milan ha fatto un grandissimo acquisto perch lui uno dei migliori centravanti al mondo. Leo di nuovo a San Siro? Non devo dirgli niente, non ha bisogno dei miei consigli. Gattuso diventato un grande allenatore e la cosa non mi stupisce: sempre stato intraprendente, migliorato dentro e fuori dal campo e trasmette il Dna del Milan che lui ha dentro perch non facile stare su quella panchina”.


LA FORMAZIONE
Il resto delle parole sono combustibile per trasformare un k.o. beffardo nell’ennesima vittoria: “Non perdevamo da aprile, non c’eravamo abituati, ma era forse il k.o. pi tollerabile per lo sviluppo della Champions. una questione psicologica: pi fai risultati, pi aumenta la positivit, pi si abbassa l’attenzione… Non so il risultato di domani, ma a San Siro faremo una grande partita: serve, per, una Juve equilibrata, con tecnica e fisicit”. Per questo davanti ci si affida al marziano e ci mancherebbe pure: “Ronaldo miglior centravanti al mondo che non gioca da centravanti, ma non vero che non lo sfruttiamo al 100%. Mandzukic potrebbe giocare: aveva bisogno di un po’ di riposo per smaltire le fatiche, anche del Mondiale, come Matuidi che avrebbe avuto bisogno di una settimana al mare e, invece, deve tornare a correre”, ha aggiunto Allegri. Nel ruolo di terzo davanti, invece, c’ Dybala in pole sulla variante tattica Cuadrado, capace nel caso di scivolare a destra e di coprire Khedira, anche lui in odore di campo. Emre Can, invece, gi dalla prossima settimana sar a Torino, ma ci vorr ancora tempo perch torni a correre col resto della truppa. Gli altri acciaccati, invece, sono tutti della contesa: “Spinazzola andr con la Primavera, per il resto ci sono tutti: importante soprattutto il ritorno di Douglas Costa e Bernardeschi, saranno ottimi cambi”, ha concluso Allegri.

dal nostro inviato Filippo Conticello 

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