Manina sul condono un errore? Lo chiariremo, con Salvini risolviamo sempre


Luigi Di Maio, leader del Movimento, è intervenuto da Lucia Annunziata a ‘In 1/2 Ora’ su Rai Tre. La giornalista lo ha incalzato sulla ‘manina’ che avrebbe inserito il maxi condono nella bozza del decreto fiscale, chiedendo al vicepremier pentastellato dei chiarimenti. “Quando ci parliamo con Salvini risolviamo sempre, perché vogliamo portare avanti questo governo”, ha sottolineato Di Maio, dopo lo stralcio della norma che conteneva anche lo scudo dei capitali dall’estero, che aveva portato allo scontro i due alleati di governo. “Sicuramente si devono sistematizzare di più le procedure del Consiglio dei Ministri”, ha aggiunto, chiarendo che ci vogliono “procedure molto più chiare in modo che si possa essere più certi di quello che si dice e poi si traduce in norme”. 

Si è trattato di dolo o di un errore? “Io personalmente – ha aggiunto – non solo ho fiducia nella Lega ma in gli esponenti della Lega” che sono al governo e ha citato i nomi dei sottosegretari del Carroccio. “Se c’è stato errore o dolo questo poi lo chiariremo”. Ma, ha sottolineato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, “Ho sempre fatto per anni una battaglia contro Equitalia e l’Agenzia delle Entrate per difendere le persone afflitte dal fisco. Nel decreto non c’è un condono perché già esiste una dichiarazione integrativa. Eliminando gli scudi penali che è stato furbo ha paura di finire sotto processo penale”. 

Mentre a proposito dei rilievi dell’Ue sulla manovra Di Maio ha detto: “La lettera di domani racconterà le ragioni della nostra manovra di bilancio e dirà anche che tra le clausole di salvaguardia, cioè i debiti che ci hanno lasciato i governi precedenti, e” la minore crescita “con il deficit quest’anno partivamo dal 2%”, quindi lo sforamento è solo dello “0,4%”, ha ribadito Di Maio, spiegando che si scontrano due modelli: “l’austerity” che tagliava sui diritti dei cittadini “e noi che diciamo che riduciamo il debito e il deficit investendo nei diritti dei cittadini”.

“Tutti gli interlocutori ci dicono che per l’Europa è importante essere riconosciuto interlocutore. E io sono per questa impostazione” – ha detto il vicepremier – “Juncker e Moscovici ci attaccano non per ragioni tecniche ma anche anche perché anche loro sono in campagna elettorale, tutto legittimo”. E ha aggiunto: “Mi aspetto un avvio della procedura veloce, che questa settimana la commissione avrà già reagito alla nostra lettera, e mi aspetto sicuramente una reazione in cui si chiede di spiegare bene. Mi auguro che le spiegazioni in un lungo contraddittorio – ci deve essere concesso periodo credibile di contraddittorio – ci possano portare a condividere gli obiettivi”.

A proposito degli attacchi lanciati da Matteo Renzi dal palco della Leopolda, Luigi Di Maio ha detto: “Mentre al Circo Massimo parliamo Di futuro alla Leopolda stanno parlando del Movimento 5 Stelle e mi fa piacere perché ci hanno sempre portato bene”. 


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