Marito indagato per le tangenti, la moglie si uccide buttandosi dal ponte alto 25 metri


Il cadavere di una donna di 45 anni, che galleggiava nel fiume Metauro all’altezza di un ponte a Urbania, nelle Marche, è stato recuperato dai vigili del fuoco. Appartiene alla moglie del funzionario pubblico in servizio presso l’Unione Montana Alto Metauro. Sono ancora in corso le indagini, ma appare chiaro che la donna, originaria di Sant’Angelo in Vado e residente a Borgo Pace con lo stesso coniuge, abbia scelto di  suicidarsi gettandosi dal ponte sul fiume, da un’altezza di 25 metri.

La signora era indagata come concorrente morale per le accuse mosse al coniuge: mentre lui, in qualità di funzionario responsabile delle procedure di gara dell’Unione, è accusato di avere guidato le procedure di appalto dell’ente, prediligendo gli imprenditori “amici” da cui riceveva in cambio dei soldi, come evidenzia il Resto Del Carlino. Un modus operandi portato avanti anche attraverso delle costanti pressioni esercitate attraverso continue visite nelle sedi delle imprese. La moglie – sempre secondo le accuse – lo avrebbe invitato a “riscuotere” e a “farsi rispettare” dagli imprenditori, chiedendo notizie circa l’esito delle “visite a domicilio” del marito, che avvenivo con cadenza mensile nelle sedi delle società favorite, al fine di incassare gli illeciti profitti.

Secondo quanto ricostruito questa mattina si sarebbero perse le tracce della 45enne e alcuni lavoratori delle aziende della zona industriale della Badia avrebbero notato la sua auto aggirarsi nella zona all’alba. Intorno alle 14, un passante ha notato una macchina parcheggiata in modo strano nelle pressi del ponte della Badia e ha dato l’allarme. Le forze dell’ordine sono subito giunte sul posto ma è apparso subito chiaro per la donna non c’erano speranze.


Link ufficiale: https://www.fanpage.it/feed/