Marsiglia, trovata quinta vittima sotto le macerie. Ancora dispersa Simona Carpignano


Sale a cinque il bilancio, purtroppo ancora provvisorio, delle vittime del crollo avvenuto lunedì dei due edifici nel centro di Marsiglia, in Francia. Il corpo della quinta vittima, un uomo, è stato scoperto all’alba tra le macerie. Lo ha reso noto il procuratore Xavier Tarabeux. Nel corso della giornata di ieri tra le rovine crollate, nel quartiere popolare di Noailles, erano già stati trovati quattro corpi appartenenti a due uomini e due donne. Per ora nessuno dei cadaveri è stato identificato. Al tragico bilancio provvisorio si aggiungono due feriti lievi ricoverati in ospedale. Poco prima del ritrovamento del quarto corpo di martedì sera il procuratore aveva conteggiato in totale 8 dispersi, tra cui cinque abitanti del palazzo e tre probabili visitatori che si trovavano all’interno al momento del crollo.

Continuano le ricerche – Le ricerche degli oltre cento pompieri dispiegati sul posto continuano senza sosta e potrebbero durare diversi giorni. I vigili del fuoco hanno proceduto alla demolizione controllata di una terza palazzina fatiscente in centro città, adiacente agli altri due edifici crollati: era pericoloso e rischiava a sua volta di crollare ad ogni momento.

Nessuna notizia di Simona Carpignano: la ragazza italiana viveva in uno dei palazzi crollati a Marsiglia – Tra le persone che risultano ancora disperse c’è anche una ragazza italiana di trenta anni, la tarantina Simona Carpignano. Da circa sei mesi la giovane si era trasferita a Marsiglia per specializzarsi nei suoi studi e trovare lavoro e viveva in uno dei palazzi crollati a rue d’Aubagne. Gli amici la stanno cercando anche tramite i social network mentre i suoi genitori sono partiti subito per Marsiglia: “Sono qui, sono ora negli uffici della polizia giudiziaria, voglio notizie”, le poche parole che il papà ha detto all’Ansa al telefono. “Simona è alta, magra, bionda (coi capelli rasta), occhi azzurri”, scrivono gli amici su Facebook. Sul suo profilo, nel campo dedicato al nome si legge, c’è anche la parola “sorriso”: “Perché il sorriso di Simona – spiegano i suoi amici di Taranto – è quello che ti rimane dentro”. “Speriamo in un miracolo”, ha scritto un’amica.


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