Mattarella cancella l’ordinanza del sindaco


Il presidente Mattarella ha cancellato l’ordinanza del 2016 del sindaco di Carmagnola, che sanzionava chi chiedeva l’elemosina in città. Non era una norma per punire eventuali accattoni che turbassero la quiete pubblica, ma semplicemente chi si aggirava per le strade chiedendo la carità. In altri termini questo atteggiamento verso chi versa in condizioni di povertà è ritenuto ingiusto e inutilmente persecutorio. L’idea del sindaco di centrodestra Ivana Gaveglio aveva stabilito che nella sua città, in provincia di Torino, nessuno poteva chiedere soldi per strada. Ma il presidente della Repubblica è stato chiaro: “Un sindaco non può in nessun caso colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l’elemosina, senza molestare o infastidire nessuno”.

La risposta di Sergio Mattarella è arrivata dopo la battaglia condotta da due associazioni, ‘Avvocato di Strada’ e ‘Karmadonne’, che avevano presentato ricorso straordinario contro il documento. Il Capo dello Stato adesso si è associato al parere del Consiglio di Stato, che a maggio si era già espresso contro l’ordinanza. La ratio della decisione del presidente Mattarella, arrivata mercoledì, sta nel fatto che queste persone, chiedendo l’elemosina, non arrecano alcun danno alla collettività. Pertanto ha ricordato che il primo cittadino non può utilizzare per altri scopi lo strumento dell’ordinanza urgente, che deve essere usato per le situazioni di emergenza. Il sindaco aveva spiegato così le ragioni del suo provvedimento: “Penso alle tante segnalazioni che ci arrivano per le insistenti richieste di elemosine nelle aree a parcheggio o sotto i portici durante i mercati settimanali, oltre alla zona ospedale”.

Angela Inglese, di Karmadonne, ha commentato così: “Forse sarebbe bastato un maggiore confronto con la cittadinanza e le associazioni. Noi comunque non abbiamo nulla di personale contro questa giunta: avremmo fatto ricorso anche se ci fosse stato un altro sindaco. Quello che non ci piaceva era il principio”. 

Ha espresso soddisfazione l’avvocato Alessandra Ballerini“Siamo soddisfatti che venga stigmatizzato l’atteggiamento di quei sindaci che, anziché preoccuparsi di combattere la povertà nei loro Comuni, puniscono i poveri. Per di più attraverso ordinanze, da utilizzare solo per emergenze e non certo per colpire gli indigenti. Va ricordato che la solidarietà è uno dei principi fondamentali della nostra democrazia, sancito anche dalla Costituzione. Come associazioni nate per difendere gli ultimi era nostro dovere proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato, perché venisse dichiarata l’illegittimità di una simile ordinanza”.

Il presidente di ‘Avvocato di strada Onlus’, Antonio Mumolo ha aggiunto: “Se si fa una multa a chi chiede l’elemosina, non lo si toglie dalla strada, ma si aggrava ancora di più la sua situazione. Spesso sono persone che hanno semplicemente perso il lavoro e che sono finite in strada perché prive di qualsiasi reddito. Dovremmo lottare contro la povertà, non fare la guerra ai poveri”. 


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