“Mbapp mi somiglia. Parma, la salvezza il miglior regalo possibile”


Faustino Asprilla, 49 anni. Epa

Faustino Asprilla, 49 anni. Epa

Gli amanti delle statistiche lo ricordano per quel gol allo stadio Giuseppe Meazza, la punizione con cui interruppe il record di 58 partite utili consecutive del Milan di Capello. Gli esteti del calcio non hanno dimenticato la rete alla Sampdoria, su rilancio diretto del portiere del Parma, Marco Ballotta. I tifosi giallobl hanno ancora negli occhi e nel cuore la doppietta allo stadio Vicente Calderon, durante la semifinale d’andata della Coppa delle Coppe vinta poi dalla squadra di Nevio Scala. Faustino Asprilla non mai passato inosservato, dentro e fuori dal terreno di gioco. Il ritorno in Emilia coinciso con i festeggiamenti del suo quarantanovesimo compleanno. E con chi poteva viverlo se non con alcuni di quei compagni che hanno condiviso con lui gioie e dolori? “Gigi Apolloni un amico vero. Marco Osio mi ha aiutato appena sono arrivato in Italia: comprava tutti i giorni la Gazzetta e mi insegnava con pazienza a leggere la vostra lingua”.

Quale regalo le piacerebbe ricevere per festeggiare al meglio il suo compleanno?


“Sicuramente la salvezza del Parma a fine stagione. In questa prima parte di campionato abbiamo accumulato un piccolo vantaggio sulla zona retrocessione. Bisogna essere bravi ad amministrarlo e, se possibile, ad aumentarlo”.

Il suo Parma, invece, lottava per altri obiettivi, aveva campioni indimenticabili. Con quale compagno d’attacco si cre la migliore intesa?

“Melli, Chiesa, Crespo, Brolin: indossando questa maglia ho potuto duettare con giocatori fantastici. Ma Zola aveva qualcosa di speciale. Con lui giocavo a occhi chiusi. Un ragazzo intelligentissimo, dotato di piedi d’oro”.

Ricordando il gol alla Sampdoria nella stagione 1992-’93, c’ chi dice che il suo migliore assist-man sia stato Ballotta.

“Marco mi faceva tanti assist soprattutto fuori dal campo. Un compagno di risate eccezionale”.

In quegli anni, nelle giovanili del Parma, stava crescendo un certo Buffon. Che ricordi ha di Gigi?

“Prima delle partitelle del gioved, spesso, entrava nel nostro spogliatoio, veniva da me e da Crespo e ci diceva con tono sicuro: “Oggi non mi segnate neppure un gol”. Aveva 15 o 16 anni ma mostrava gi grande esuberanza. Poi gliene facevamo cinque a gara ma lui si esibiva comunque in parate prodigiose”.

E le sfide ai rigori?

“A fine allenamento io e Hernan ci sfidavamo dagli undici metri e in porta andava proprio Gigi. Non voleva mai uscire dal campo. Intuiva quasi sempre le traiettorie e spesso riusciva anche a parare”.

Ora lui al PSG dove giocano Neymar e Mbapp. Sono loro i successori di Messi e CR7?

“Mbapp sicuramente. Io stravedo anche per Pulisic del Borussia Dortmund: un calciatore che fa la differenza”.

Il nuovo Asprilla gi nato? Chi le assomiglia di pi, calcisticamente parlando?

“Forse proprio Mbapp: ha una velocit superiore alla media, calcia benissimo sia di destro che di sinistro. Ha movenze e falcata che ricordano un po’ le mie”.

C’ qualche altro atleta nel calcio d’oggi che la fa divertire?

“Ne cito due: Hazard del Chelsea ed Eriksen del Tottenham. Mi piace vederli giocare”.

E tra i suoi connazionali in Italia. Chi le piace di pi?

“Ho sempre detto che ritengo Cuadrado un giocatore fantastico: il migliore della Colombia. un fenomeno palla al piede perch ha dribbling e rapidit. Ora che ha imparato anche a difendere, diventato un esterno completo”.

Duvan Zapata, invece, ha trovato qualche difficolt nell’Atalanta.

“Lui aveva trascinato la mia nazionale nelle qualificazioni mondiali. Poi i problemi fisici e l’esclusione dai convocati per Russia 2018 l’hanno ridimensionato. Oggi non ancora lo Zapata devastante che conosco ma sono convinto che presto torner ai suoi livelli”.

E Ospina? Merita di essere il titolare del Napoli?

“Credo proprio di s: un grandissimo portiere. Ha esperienza da vendere. Certo, Meret un giovane di talento ma Ospina ha giocato quasi 100 partite in nazionale”.

A proposito, sar il Napoli a contendere lo scudetto alla Juventus secondo lei?

“I bianconeri vinceranno anche i prossimi 3 tornei. una questione economica: possono permettersi di comprare i migliori calciatori delle avversarie dirette. Nel girone di ritorno, quando la lunghezza della panchina sar determinante, la Juventus prender il largo”.

Parlando di acquisti, cosa pensa delle voci che vorrebbero James Rodriguez alla Juventus?

“Se stato scelto dal Real Madrid significa che ha le qualit per fare la differenza in qualsiasi squadra: per giocare in Italia, per, bisogna sapersi destreggiare in entrambe le fasi. James fantastico in costruzione di gioco. Dovr imparare a essere utile ai compagni anche quando il pallone tra i piedi degli avversari”.

 Pietro Razzini 

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