Meglio Zaniolo che Nainggolan, ma solo col senno di poi


Il “mestiere” di tifoso è tra i più belli al mondo, se fosse davvero un lavoro e venisse retribuito, saremmo pieni di talenti in questo campo. Il tifoso fischia e si arrabbia quando le cose vanno male, applaude e si entusiasma quando le cose vanno bene, conosce sempre il modulo e la formazione che certamente condurrebbe alla vittoria la sua squadra, azzecca i cambi a partita in corso, e sa sempre quali sono le mosse giuste sul mercato. Incredibile, ma come fa? Semplice, il tifoso sa sempre cosa è meglio, perché la sua specialità è il senno di poi. Quando tutto è già accaduto, nel bene o nel male, il tifoso tira fuori dal cilindro il coniglio che allenatori, dirigenti e giocatori, tenevano ben nascosto. Per autolesionismo, immagino.

Ed è così, che anche la polemica che ormai da alcune settimana tiene banco nei bar dello sport a conduzione nerazzurra, è nata, cresciuta e si è quindi diffusa come l’influenza di stagione. La polemica è quella a proposito dello scambio che ha portato Nainggolan all’Inter e Zaniolo alla Roma. Provate per un attimo ad immaginare che la scorsa estate, anziché del roboante mercato, almeno in termini di spesa, di cui l’Inter è stata artefice, in casa nerazzurra avessero annunciato che si sarebbero tenuti il giovane e promettente Zaniolo, anziché acquistare l’inutile e deludente Nainggolan. Secondo me, in breve tempo, orde di ultras avrebbero tentato il colpo di stato con la presa della sede della società. 

Naturalmente sto ironizzando, ma questa mia iperbole vuole solo significare che col senno di poi siamo bravi a tutti a dare giudizi, a trovare soluzioni, a sapere cosa era meglio fare o non fare. Sicuramente i dirigenti e il settore tecnico interista erano a conoscenza di avere in casa un elemento valido proveniente dal settore giovanile, ma come potevano minimamente immaginare che sarebbe stato meglio tenerselo Zaniolo, anziché investire su un giocatore dal nome altisonante? inoltre non dimentichiamoci mai che giocare nel settore giovanile è una cosa, diventare professionista tutta un’altra. Ci sono ragazzi che dopo aver dominato ogni categoria dai pulcini alla primavera, si perdono nell’anonimato delle serie minori, facendo e disfacendo la valigia in continuazione. Altri invece che proprio quando passano professionisti sbocciano come il più bello e inaspettato dei fiori. Chi può dire con certezza cosa accadrà nella maturazione calcistica, ma non solo calcistica, di un giovane? Per questo, se punti in alto, in Italia e in Europa, pensi in tutta onestà sia più utile un Nainggolan che Zaniolo.

La difficile stagione del Ninja, non è stata una sorpresa dalle parti della Roma giallorossa, che la scorsa estate fu ben felice di liberarsi dello scomodo centrocampista belga; questo si, poteva essere un campanello d’allarme per i vertici nerazzurri, o quantomeno uno spunto di riflessione. Nainggolan ha giocato finalmente una buona partita contro il Parma, ma da qui a dire che la riscossa è cominciata, che il cuore dei tifosi è stato riconquistato, e che da ora in poi sarà l’uomo in più su cui potrà puntare Spalletti, ce ne corre. Solitamente quando le stagioni, e soprattutto le carriere prendono una certa piega, è difficile rimetterle sui binari giusti. Quella di Nainggolan, attualmente, sembra più vicina al declino che a una nuova primavera. Ma anche io sono un tifoso, quindi potrei a breve cambiare idea.


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