“Mentalit, gioco e dignit, un Bologna sfrontato”


Andrea Poli, 29 anni, centrocampista del Bologna. Getty

Andrea Poli, 29 anni, centrocampista del Bologna. Getty

Poi a giugno si sposer, ma questa tutta un’altra festa. Perch prima c’ un presente/salvezza da celebrare con tre parole-chiave ben impresse in testa. Le d lui, Andrea Poli, vice e capitano, uno che sul risparmio energetico avrebbe poco da dire perch d. Sempre. “Identit, mentalit e dignit”. Pausa. Ripartenza. “E battere l’Empoli l’altra chiave di accesso, ben sapendo che anche facendo 3 punti dovremo continuare a spingere ancora pi forte: dal gennaio scorso sono tutte finali”

Venti punti in 12 gare, le ultime 7 da primato: quasi 90 giorni di Mihajlovic ed cambiato tutto.


“Abbiamo fatto una cavalcata con poco tempo a disposizione, sfruttando testa, gambe e dando sempre ci che davamo prima: tutto e nonostante qualcuno non l’abbia capito”.

Novanta giorni da Fast&Furious: prima di Mihajlovic sembravate ben altri, forse anche non consoni alla serie A.

“Dei primi due trimestri parleremo poi, eravamo un gruppo in notevole difficolt; ora le dico che siamo stati bravi a vivere tutto in modo sfrontato, con ferocia e applicazione, la mentalit giusta. Perch cambiato tutto? stata una questione di identit e anche di tattica. Tradotto: in campo sempre per vincere, avendo un proprio disegno che ci ha spostati pi in alto di dieci-venti metri. E pensando pi a noi stessi che agli altri. Quanto al ‘Non di serie A’, beh, lo avrebbe potuto dire un tecnico brillante di A e non altri. Sbagliavamo, eravamo tutti responsabili ma non abbiamo mai mollato. Mai”.

Dire che credevate poco in quel che faceva Inzaghi sbagliato?

“S, perch l’impegno non mai mancato. Un esempio da seguire, Palacio: ha sempre dato tutto con chiunque e qualunque modulo. E non solo lui”.

Ed giusto dire che la vita cambiata da quando i centrocampisti hanno rivisto il gol?

“Giusto. Ma c’ anche che siamo stati pi presenti e coinvolti nel gioco. Pulgar, poi, stato freddo sui rigori: ci vuole una bella testa a non sbagliare in certi momenti. Lui bad boy? No, tutt’altro”.

Cinque mesi fa, da terz’ultimo, lei disse: “Ci salveremo”.

“Perch dieci anni di serie A mi hanno insegnato a rispettare e valorizzare la forza e la qualit quando ci sono. E qui esistono. Non eravamo da 14 punti a fine-andata, lo abbiamo dimostrato pure dopo il ko a Udine”.

Se finir bene contro l’Empoli…

“Piano, calma. E se anche dovessimo vincere il discorso non si chiuderebbe: non sarebbe l’epilogo ma una finale (spero vinta) come le 12 gi fatte”.

Viaggiate a ritmo da Europa…

“Lo dicono i dati. Ma non bisogna fermarsi. Una cosa certa: a Milano, in quella gara contro l’Inter, abbiamo riacquisito dignit. Che non va pi persa”.

Lei e Dzemaili fate turnover, anche di fascia: tutto ok?

“La squadra risponde bene, ed quello che conta: avvicendarsi normale e anche d’obbligo. La fascia? Non ragiono se la indosso o meno: entro e comincio a lottare dando tutto”.

Sinisa e il risparmio energetico: Poli spende tutto subito, disse.

“Abbiamo parlato di dosaggio, non di spreco di energie. Lui ha detto la sua, io la mia: anche dopo 250 gare in A mi succede di entrare e voler indirizzare la gara da subito, ma ci lavorer”.

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A giugno le nozze e poi?

“E poi l’idea di migliorare ancora. Un sogno? Giocare nel Dall’Ara nuovo: lo vedo come un segno di appartenenza fortissimo. Ma prima vogliamo festeggiare nell Dall’Ara che …”.

Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite 

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