“Messi da valutare. Mi aspetto la miglior Inter”


Ernesto Valverde. Afp

Ernesto Valverde. Afp

Mettetevi nei suoi panni. Allenate il Barcellona, avete 9 punti in classifica, siete messi (ops) bene anche in Liga, dove il vostro principale rivale è in una crisi profonda, avete una squadra che ha dimostrato di potersela cavare (e a volte fare un figurone) anche senza il numero 10, la qualificazione è quasi scolpita nella pietra, il primo posto sembra scontato, tanto che nemmeno Spalletti lo mette in discussione. Certo, è meglio giocare con Messi che senza, ma voi rischiereste il vostro miglior giocatore, che una settimana fa aveva un braccio al collo, domani contro l’Inter? L’impressione è che non lo farà nemmeno Ernesto Valverde, a meno che Leo non si impunti per qualche strano motivo. In sala stampa, tutta esaurita come domani lo stadio (presenza massiccia di giornalisti spagnoli/catalani), il tecnico del Barcellona non dà indicazioni, trincerandosi dietro all’allenamento che seguirà poco dopo: “Leo è in una condizione in cui potrebbe essere disponibile, ma dovremo vedere l’allenamento di oggi, valutare la sua sicurezza e i suoi movimenti. Non deve rischiare di farsi male ancora. Al momento ci sono tutte le possibilità, da che sia titolare a che vada in tribuna. Sappiamo quello che significa Leo per noi, ma domani la sua assenza o presenza non sarà decisiva”.

elogi Inter
L’argomento occupa una buona metà delle domande, poi c’è spazio per la frase di Spalletti, che si era detto sorpreso del riscaldamento di soli dieci minuti, dicendo che se lo facesse la sua squadra perderebbe 18-0: “Allora spero che domani l’Inter si scaldi solo per 10 minuti – scherza Valverde -. Ogni squadra ha la sua routine”. Il resto sono tutti complimenti alla squadra nerazzurra: “Mi aspetto un’Inter simile a quella vista al Camp Nou: già allora era stata aggressiva. Vuole dominare le partite, non sottomettersi, gestire i match. Ha un portiere che gioca bene coi piedi, giocatori che sanno partire da dietro e organizzare una rete di passaggi. E vive un gran momento di forma. Mi piace il loro progetto, è una squadra coraggiosa, che ti aggredisce e che difende bene. Ha un piano e lo segue. Mi aspetto la miglior Inter”. La differenza rispetto al Camp Nou è la presenza di Nainggolan: “E’ un giocatore importante, che trasmette energia, ha grande tiro, aumenta molto il pressing, dà forza al centrocampo”. Niente conti sul primo posto, allora: “Pensiamo solo alla gara di domani, sappiamo che vincendo saremmo qualificati, ma domani sarà una partita intensa, per nulla scontata. E’ presto per pensare al primo posto”. Uno dei difetti, a cercarlo, di questo Barcellona è una certa tendenza a prendere gol: “Noi lavoriamo per cercare soluzioni per creare occasioni, per questo ci succede di rischiare e di prendere qualche gol più del necessario. Conta la differenza fra gol fatti e subiti, ma sì, dovremmo limitare un po’ il numero di volte in cui gli avversari arrivano alla porta”.


vivai
In conferenza stampa con lui c’è Sergi Roberto, uno dei quattro prodotti del vivaio che saranno titolari contro l’Inter: “Messi? E’ bello riaverlo con noi, e lui è felice di ritrovarsi in gruppo. Io per ora spero di continuare a contribuire con gli assist alla serie di gol di Luis Suarez”. Sergi è l’ultimo canterano, in ordine di tempo, in una tradizione che negli ultimi anni si è un po’ interrotta. Alla Masia ha “convissuto” con Icardi: “Un aneddoto? Ricordo che nella sua stanza aveva un’iguana viva e abbastanza grossa dentro una teca di vetro. Per fortuna non l’ha mai liberata”. Il rettile è una novità: per un attimo distrae tutti i presenti da Messi.


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