Messi e Piqu sigillano il primo posto


Esulta il Barcellona. AFP

Esulta il Barcellona. AFP

La sostanza questa: il Psv gioca, il Barcellona punisce. E alla fine vince pure 2-1, in una trasferta che sancisce il primo posto nel girone per Valverde e cancella tutti i desideri europei degli olandesi, obbligati a salutare anche un possibile terzo posto e di conseguenza quel cammino in Europa League che aveva colorato le ultime speranze in Champions. Tant’: da certi destini scritti non si sfugge. E l’orgoglio finale, fatto di boati e speranze, si fa istantanea perfetta: contro tutto questo talento, non raccogliere quanto seminato un peccato mortale.

INIZIO BIANCOROSSO
Mattone dopo mattone, giocata dopo giocata. Il Psv ha lo sguardo e il piglio delle notti importanti, mentre si veste d’orgoglio e chiude gli spazi in cui Messi e Dembel possono prendere ossigeno e giocate. De Jong davanti un mastino e detta i tempi: al 3’ inventa un pericolo su punizione, al 15’ un destro da fuori che scatena gli incubi di ter Stegen. Bravo, poi, a chiudere lo specchio quando l’incursore Pereiro sfugge all’intera retroguardia spagnola e si trova a un soffio dal vantaggio. Il Bara? Si alimenta delle sole fiammate dei singoli, restando sorniona davanti al coraggio degli avversari. Ovviamente, se Messi sale in cattedra, i compagni non stanno a guardare: dal 34’ pu aprirsi un’altra storia, tutta blaugrana. Ma i continui tentativi del Barcellona scalfiscono le paure, non la porta difesa da Zoet. Come prevedibile: l’interruttore dei ragazzi di Valverde va gi e s’accendono le speranze altrui. Al 43’, De Jong sbatte sulla traversa. Sulla ribattuta, Dumfries colpisce il palo.


Decide ancora Leo Messi. EPA

Decide ancora Leo Messi. EPA

vince messi
Non vero che dagli errori s’impara. Non sempre, almeno: perch nella ripresa gli spagnoli mantengono atteggiamento e freddezza nelle marcature, col Psv che prova a contenere le folate e ad architettare calcio. Solo che… vince chi ha Messi. Semplicemente disarmante. Sostanzialmente un fenomeno. Al 60’, dopo il pressing olandese che lasciava presupporre ben altri finali, l’argentino si prende una porzione della fascia destra: prima converge sul destro, quindi ritorna sul sinistro. Adocchia l’angolo di tiro: ce n’ uno solo, e tanto basta. Mancino chirurgico, 1-0 pazzesco, palma di miglior marcatore di sempre nei gruppi Champions (66 gol su 66 partite). Da l, per il Barcellona, un crescendo di fiducia e di fantasmi scacciati. E dieci minuti dopo il vantaggio, ancora Messi su punizione si diverte a decidere i destini: la parabola bassa, stavolta ci pensa Piqu a deviare in rete il raddoppio. Per il Psv, un pugno di “se” e di “ma”, in mezzo a tanti periodi ipotetici. Finisce con lo squillo di De Jong, allora. Con il 2-1 finale e con i sorrisi amari di Van Bommel. Avevano costruito un castello che si rivelato di sabbia, ad Eindhoven: sopra ha pure diluviato il talento di re Messi.

 Cristiano Corbo 

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