Milan-Juve, quel torneo di Arco e Chiellini rossonero: “Era umile e forte”


Chiellini con la maglia del Milan come un rapper in giacca e cravatta, un broker in costume da bagno alla Borsa di New York. Stona. Invece successo, anche se non lo ricorda quasi nessuno. Marzo 2000, Torneo di Arco, il massimo per la categoria Allievi. Il Milan per quell’edizione port un ragazzo di Livorno, che il suo allenatore aveva visto nelle nazionali giovanili qualche mese prima. L’allenatore degli Allievi rossoneri era Ballardini, che in questi 18 anni ha fatto carriera, il ragazzo di Livorno era Giorgio Chiellini.

Giorgio Chiellini nel 2000 ad Arco col Milan di Ballardini. Fabio Galas

Giorgio Chiellini nel 2000 ad Arco col Milan di Ballardini. Fabio Galas

LA STELLA? SAMMARCO
Una squadra forte, quel Milan. Nel gruppo c’erano Marco Donadel e Pasquale Foggia, due ‘83 che saltarono Arco perch convocati nelle nazionali Under. Tra gli ’84 c’era anche Alessandro Matri, ai tempi non tra i pi considerati. Paolo Sammarco, oggi al Frosinone, invece and ad Arco, uno dei giocatori pi importanti del Milan: “Ricordo Giorgio, arriv in punta di piedi, quasi timido, educato com’ ora. Era grande e grosso, aveva una forza sovraumana e noi eravamo convinti che il Milan lo avrebbe acquistato”.


APPOGGIA E CORRI
Non accadde e questa non l’unica stranezza. Un’altra: Chiellini a quel tempo era un esterno sinistro a tutta fascia, il quinto centrocampista del 3-5-2. Anche in A in fondo cominci in quel ruolo, con la maglia della Fiorentina. Un’altra ancora: ad Arco fece molta panchina ma gioc da titolare la finale, vinta per 2-1 contro l’Inter proprio con un gol di Sammarco. “Giorgio ha fatto la differenza con la tenacia – dice Alessandro Biondelli, in quel torneo compagno di camera di Chiellini –. Ricordo una convocazione con una nazionale giovanile. L’allenatore era Rampanti, che diceva a Chiellini di non esagerare con la creativit: ‘Giorgio, vuoi diventare un giocatore? Allora appoggia la palla e corri’. Lo ha ascoltato. Io invece a quell’et ero bravo ma ho avuto tutto insieme: un milione e 800mila lire di stipendio, la Lotto come sponsor, un grande procuratore. Ho fatto due panchine in B con l’Hellas di Malesani, ma oggi ho un ristorante vicino a Canino, in provincia di Viterbo. Ho pensato di essere arrivato, invece era solo l’inizio”. Chiellini no, mai sentito arrivato in vita sua.

 Luca Bianchin 

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