Milan, ora hai un Calhanoglu in più: “Grazie Gattuso”



Quante volte glielo ha detto: tira Hakan, tira che hai una gamba capace di buttare giù la porta. Gattuso glielo ha detto spesso e in effetti Calhanoglu lo ha ascoltato spesso. Il problema è che fino a sabato sera a Bergamo quella gamba non era mai riuscita a trovare la calibratura giusta: conclusioni troppo soffici fra le braccia dei portieri, oppure troppo violente destinate sopra la traversa. Per non parlare delle punizioni, di cui è – era – uno dei massimi esperti: non pervenute. Ora che quella gamba finalmente ha scaricato in porta ciò di cui è capace, per il Calha si aprono scenari decisamente interessanti: Gattuso e il mondo rossonero si attendono inevitabilmente una conferma dei segnali lanciati nelle ultime due uscite. Il primo, più timido ma importante, contro il Cagliari. E poi quello di Bergamo, che in fondo corre parallelo con tutto il Milan: il Calha ha svoltato e molto probabilmente l’ha fatto anche la squadra perché – come raccontava Gattuso in vigilia – uscire da quello stadio con i tre punti sarebbe equivalso a una sbronza di autostima.

QUANTI ABBRACCI
Ci viene in mente Pato, che dopo un gol esultò mimando il gesto di scrollarsi il peso dalle spalle e dal corpo. Ecco, Calhanoglu ha preferito schizzare a tutta velocità verso la panchina, ma il senso è lo stesso. Una liberazione. Era il primo centro in campionato (l’altro risale a fine novembre in Europa League contro il Dudelange) e soprattutto era il tiro numero 61 in campionato: non benissimo come media. Hakan è stato sepolto dagli abbracci di tutti e ovviamente anche da quello di Gattuso, che lo ha difeso da tutto e tutti pure quando il nazionale turco era indifendibile. A gennaio lo ha di fatto tolto dal mercato e ha lanciato un avviso chiaro a chi sta fuori (e anche dentro) Milanello: giù le mani da Hakan. Il Calha lo ha ringraziato pubblicando sui social una foto in cui si abbracciano, corredata così: “Grazie Mister”. Se la via è finalmente quella giusta è anche grazie alla vita privata, tornata sui binari giusti dopo mesi burrascosi di grande sofferenza. E c’è anche un figlio in arrivo a impreziosirla. Adesso occorre chiudere il cerchio, completando gli ultimi tre mesi mantenendosi su questo livello. Serve al Milan e serve anche a lui, in modo da evitare spiacevoli scenari lungo l’estate.


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 Marco Pasotto 

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