Milan, sogni infranti: la vittoria sulla Spal non basta, Gattuso termina 5° – La Gazzetta dello Sport


I rossoneri passano a Ferrara con i gol di Kessie (2) e Calhanoglu, ma Inter e Atalanta vincono. L’anno prossimo il Diavolo giocherà in Europa League. Per gli emiliani a segno Vicari e Fares

Dalla nostra inviata Alessandra Gozzini

Il Milan manca l’aggancio alla Champions, ma è stato in corsa fino all’ultima curva. L’assenza dalla grande Europa, iniziata nella stagione 2013-2014, continua. Gattuso se l’è giocata fino in fondo e a Ferrara ha schierato la formazione tipo. La Spal già salva da un mese è distratta prima ma si rimette presto in partita, così da rimandare il verdetto agli ultimi 45’ di stagione. Il primo tempo è infatti tutto rossonero, la squadra di Gattuso trasferisce in campo la volontà di centrare il grande traguardo. La prima occasione è di Piatek già dopo cinque minuti, ma il Pistolero manca il bersaglio. Il gol arriva al 18’, sull’asse Kessie-Calhanoglu: il primo trova libero il compagno e il destro a incrociare è perfetto per rendere inutile l’opposizione di Viviano. La cronaca racconta ancora notizie rossonere. La prima riguarda Donnarumma che va k.o. per un guaio muscolare ed è costretto al cambio: entra Reina al 21’. Già al 23’ il raddoppio milanista: ora è Kessie a essere protagonista diretto. Protagonista vero: controllo di destro e conclusione mancina all’angolo. In cinque minuti la partita si riapre: Murgia crossa e Vicari trova la deviazione dell’1 a 2. Poco altre occasioni, se non per Calhanoglu che tenta il tris rossonero. Non va ma quanto già raccolto è comunque più che sufficiente a chiudere il primo tempo al quarto posto.

SOGNO INFRANTO

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Un’illusione che ha reso ancora più brusco il risveglio: di nuovo succede tutto in un tempo ristrettissimo. La Spal pareggia dopo otto minuti: Fares, di testa, su cross di Cionek. Da San Siro arriva il vantaggio dell’Inter, da Reggio Emilia quello dell’Atalanta. Il Milan accusa il colpo, la Spal onora fino in fondo un campionato giocato a ottimi livelli. La carta di Rino è Cutrone, dentro per Abate. Non è lui a conquistare subito dopo il rigore, ma Piatek. Sul dischetto ne va un altro ancora, Kessie: non sbaglia, ed è 3 a 2. Frank alimenta l’illusione Champions, che si infrange definitivamente per i risultati della concorrenza. Il Milan non era padrone del proprio destino ma qui ha fatto tutto quello che poteva fare: nel finale si è giocato più in attesa di notizie dagli altri campi che non in questo stadio. Il sogno Milan finisce qui. L’anno prossimo sarà ancora Europa League, un anno che inizierà con la rivoluzione che riguarderà dirigenti e, forse, allenatore.


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