Minacciato con un proiettile il presidente della Commissione Antimafia siciliana Claudio Fava


Il presidente della Commissione antimafia della Regione Sicilia, Claudio Fava, ha ricevuto una busta contenente un proiettile calibro 7.65. Sulla minaccia al momento sta indagando la Digos, che ha provveduto a sequestrare la busta arrivata negli uffici della Commissione antimafia questa mattina per cercare di trovare qualche riscontro utile all’inchiesta. Quella arrivata a Fava sarebbe fuor di dubbio una lettera minatoria, probabilmente collegata alla recente approvazione del Ddl a firma Fava che impone ai parlamentari di dichiarare l’eventuale appartenenza alla massoneria, passato con 39 voti favorevoli e 2 contrari e considerato “mostruoso sul piano giuridico e morale” dal Grande Oriente d’Italia.  “Non ho dichiarazioni in merito. Sicuramente il nostro lavoro andrà avanti”, ha affermato Fava rispondendo alle domande dei cronisti.

Numerosi messaggi di sostegno e solidarietà sono arrivati da tutto il mondo politico. Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha dichiarato. “Sono solidale con il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, a cui stamattina, a Palazzo dei Normanni, è stata recapitata una busta contenente un proiettile calibro 7,65. Esprimo massima solidarietà, anche a nome dell’intero Parlamento siciliano, all’onorevole Fava vittima dell’ennesimo preoccupante episodio intimidatorio, che rivela un clima di odio che va condannato. Siamo certi che Fava proseguirà nel suo impegno politico di denuncia e per l’affermazione della legalità, senza lasciarsi turbare da questo vile episodio”.

“Al presidente Fava va la convinta solidarietà e la vicinanza del governo regionale. Episodi di intimidazione grave come questo vanno condannati, senza tentennamenti. Evidentemente c’è ancora chi pensa che con le minacce si possa cambiare il corso delle cose”, ha dichiarato con una nota il governatore siciliano Nello Musumeci.


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