Morto Keiichiro Kimura, addio al papà de L’Uomo Tigre


Il mondo dell’animazione è in lutto. Si è spento all’età di 80 anni Keiichiro Kimura, uno dei più conosciuti autori di cartoni animati giapponesi e papà di alcune delle serie più acclamate dai ragazzi cresciuti negli anni Ottanta come  “l’Uomo Tigre” e “Mimì e la nazionale di pallavolo”. Il regista e direttore di animazione si è spento nei giorni scorsi nella sua casa di Tokyo a causa di un improvviso infarto che non gli ha lasciato scampo. Vista l’età avanzata, Keiichiro Kimura da tempo si era ritirato dall’attività e a vita privata. Anche per questo la notizia della sua scomparsa, che risale a venerdì scorso, si è diffusa solo in queste ore. A renderlo noto è stato il figlio Takahiro Kimura ma solo dopo la cerimonia funebre riservata solo ai parenti più stretti.

Nato a Tokyo nel 1938, Keiichiro aveva coltivato la sua passione per il disegno da giovanissimo. Dopo aver fallito l’esame per l’istituto d’arte, nel 1961 era entra a far parte della squadra della Toei Animation rispondendo a un annuncio sul giornale. Qui aveva inizia a lavorare più seriamente nel settore dell’animazione giungendo infine a dedicarsi alla realizzazione di lungometraggi animati, di programmi per la televisione e soprattutto progetti tratti da anime di successo come appunto l’Uomo Tigre ideato da Ikki Kajiwara. Un personaggio fatto suo attraverso l’esasperazione di tratti e azioni al solo scopo di renderli più potenti ed evocativi, un suo tratto distintivo che poi ha portato in altri successi. Tra i cartoni animati da cui ricordiamo anche “Cyborg 009“,  “Mimì e la nazionale di pallavolo“, “Trider G7”, “Sam ragazzo del West” e “Sally la maga”.


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