Mourinho-CR7 faccia a faccia: “C’eravamo poco amati…”


Jos

Jos Mourinho, 55 anni, e Cristiano Ronaldo, 33. Afp-Getty

Sul palcoscenico del Teatro dei Sogni i due personaggi pi illustri del Portogallo moderno dovrebbero darsi la mano e dirsi “ol”. Questione di buona educazione, importante sia a Madeira sia nella pi ricca Setubal. Ma sar un saluto di cortesia: c’ ancora un fiume di ruggine che scorre tra Cristiano Ronaldo e Jos Mourinho. Non si sono mai davvero amati, se non in qualche momento felice di Mou sulla panchina del Real, dal 2010 al 2013: insieme combattevano una battaglia epica contro il Bara pi forte di sempre. Con il trascorrere del tempo, per, sono volati gli stracci, sono emersi gli spigoli del carattere, e pazienza se un amico comune ha cercato di mediare fino allo sfinimento. Sia Mourinho sia Cristiano hanno contribuito alle fortune di Jorge Mendes: per il super agente non mai stato semplice muoversi in questa contesa. Nella sua preziosa cristalleria ci sono sempre stati due ingombranti elefanti. Domani si rivedranno in Champions in una partita dal potente simbolismo, anche perch nessuno dei due attraversa il momento pi felice della vita: se Mou sta perdendo lo scettro della Manchester rossa, Cristiano torna nel bel mezzo della bufera Mayorga. La casa a Woodford nello Cheshire dove ruppe una tv prendendola a pallonate, le foto nei ristoranti italiani, le gigantografie all’Old Trafford: sar comunque un salto nel tempo.

IN GUERRA
Il CR7 madrileno inizi a brontolare per alcune critiche del tecnico e per la gabbia tattica in cui rischiava di essere stritolato. Il clou nei due “Clasicos” nella semifinale di Champions 2011: dopo l’andata al Bernabeu Cristiano critic l’eccesso di difensivismo e, per tutta risposta, col Saragozza scald la panchina. Prima del ritorno al Camp Nou una celebre “pettinata” di Mou in faccia all’allievo: frasi del tipo “tu giochi solo per te stesso”, “tu non rispetti i compagni”. E una curiosa domanda: “Ti credi superiore a Di Maria?”. Oltre alle schermaglie tattiche, per, hanno sempre pesato gli ego fuori misura: ognuno oscurava la luce dell’altro. Alla fine, dopo tre anni di convivenza, anche Ronaldo si iscrisse alla lista degli ammutinati di Mou. Neanche il distacco, per, ha frenato le frecciate. Una volta lo Special One sparse veleno: “Ho allenato Ronaldo, quello vero, non il portoghese”. Parata e risposta di CR7: “Non sputo nel piatto dove ho mangiato”.


IN INGHILTERRA
Intanto, il trasferimento alla Juve e il sorteggio di Champions hanno riportato CR7 al centro dell’attenzione inglese: le immagini del portoghese con la maglia bianconera sono state ben visibili anche nelle stazioni della metropolitana londinese. La denuncia di Kathryn Mayorga a CR7 e le accuse di violenza sessuale hanno per cambiato la prospettiva di questo ritorno. I media inglesi accusano quelli italiani di essere troppo morbidi sull’argomento: nelle prossime 48 ore i tabloid andranno gi pesante. La grande differenza di questo amarcord che CR7 trover sulla panchina dello United proprio Mou e non Alex Ferguson, definito “un secondo padre”. Davanti a CR7 uno Special One pi ingrigito, 10 in campionato, tartassato dai media, ma combattivo. La vera preoccupazione di Jos non riguarda il conflitto mediatico con CR7, ma la forza della Juve. Il successo con il Newcastle e il 2-2 con il Chelsea hanno placato la tempesta, ma un k.o. e un’eventuale squalifica dopo il deferimento dell’8 ottobre potrebbero agitare nuovamente le acque. Se poi la mano di Dios fosse quella di Cristiano, per Mou la sconfitta sarebbe ancora pi amara.

 Boldrini-Conticello 

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