Mussolini, genio del nulla che ci portò alla sciagura


Un libro necessario per la letteratura e la società italiana. Proprio in questo momento, proprio agli inizi del ventunesimo secolo, il primo secolo che non porta su di sé la macchia dei totalitarismo, del fascismo e dei suoi protagonisti più neri. Stiamo parlando di “M. Il figlio del secolo” (Bompiani), il romanzo di Antonio Scurati da settimane al vertice delle classifiche dei libri più venduti con il primo capitolo della trilogia su Mussolini.

Nella redazione di Fanpage.it, Antonio Scurati ha difeso “il primo romanzo sul fascismo dall’interno”, la sua monumentale opera che presto diventerà una serie televisiva, dopo che la Wildside di “The young Pope” e “L’amica geniale” ne ha opzionato i diritti di adattamento televisivo. Lo scrittore classe 1969, nato a Napoli e cresciuto a Venezia, docente alla IULM di Milano, non si sottrae alle domande e agli interrogativi che l’avvincente narrazione di Benito Mussolini e dei suoi sodali agli albori del fascismo porta con sé.

Come si racconta Benito Mussolini? Quali differenze tra l’approccio dello storico e quello del romanziere? C’è il rischio che, per farne un racconto avvincente, si possa finire nella mitizzazione del fascismo? Cosa accadrà quando Benito Mussolini diventerà protagonista di una serie televisiva? Questo e altro ancora – come un parallelo tra “Gomorra” di Roberto Saviano e la domanda aperta nell’intervista concessa da uno dei maggiori scrittori italiani nella redazione di Fanpage.it.


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