nei conti vince la prima


Un momento della semifinale d’andata di Coppa Italia tra Fiorentina e Atalanta, terminata 3-3. Lapresse

Un momento della semifinale d’andata di Coppa Italia tra Fiorentina e Atalanta, terminata 3-3. Lapresse

Stasera dallo stadio Atleti Azzurri d’Italia uscir il nome della seconda finalista di Coppa Italia, che affronter la Lazio il 15 maggio a Roma. Ma tra Atalanta e Fiorentina la sfida dei conti stata gi vinta dai nerazzurri. Entrambe le societ seguono l’anno solare e hanno appena approvato i rispettivi bilanci al 31 dicembre 2018: pioggia di profitti per l’Atalanta (+24 milioni), torna in perdita la Fiorentina (-15,8 milioni).

atalanta
Nerazzurri al terzo esercizio di fila in utile, dopo il +0,3 milioni del 2016 e il +26,7 del 2017. L’autosufficienza sta funzionando benissimo, in un circolo virtuoso tra risultati, valorizzazione della rosa e conti in equilibrio. Fatturato 2018, al netto delle plusvalenze, salito a 131,5 milioni, ma nel calderone ci sono altri proventi da calciomercato, come prestiti e premi. Le entrate dal trading dei calciatori ammontano addirittura a 69 milioni: non solo 24,2 milioni di plusvalenze, ma anche 31,3 milioni per altri ricavi da premi o indennizzi e 13,5 per prestiti. Sono gli effetti della “spalmatura” di alcune vendite, come quelle di Gagliardini o Kessie: cessioni a titolo definitivo sotto forma di prestiti con obbligo di riscatto per venire incontro alle esigenze di fair play Uefa di chi acquista, con l’Atalanta ad alzare la posta dei bonus scommettendo sulle performance dei talenti venduti. Sono diminuiti gli stipendi: da 53,6 a 49,5 milioni. Con questi conti in ordine stato possibile rimborsare all’azionista (la Dea di Percassi) i 7,5 milioni precedentemente versati.


fiorentina
Se il 2017 era stato l’anno record delle plusvalenze (88,7 milioni, di cui 39 per Bernardeschi), con un utile di 37,1 milioni, il 2018 si chiuso in rosso di 15,8 milioni. Il motivo? Il crollo delle plusvalenze, scese a 9,5 milioni: 5,7 da Babacar al Sassuolo, 2,1 da Gaspar allo Sporting Lisbona, 1,3 da Hagi al Vitorul, oltre ad operazioni minori. Il fatturato, al netto delle plusvalenze, si mantenuto stabile: 100,6 milioni (erano 100,3 nel 2017). Continua la politica di contenimento dei costi: gli stipendi sono scesi a 59,2 milioni, contro gli 80,2 del 2015. C’ da dire che, dal punto di vista della cassa, la Fiorentina gode di buona salute. La posizione finanziaria netta negativa per soli 4,8 milioni, con un limitato ricorso ai prestiti bancari. Anche il club viola opera in regime di autosufficienza: la famiglia Della Valle non interviene con versamenti in conto capitale dal 2015 e si vista rimborsare nel 2018 un prestito a breve termine di 15 milioni.

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