nelle grandi occasioni non tradiscono mai


Mario Mandzukic abbracciato da Cristiano Ronaldo. Afp

Mario Mandzukic abbracciato da Cristiano Ronaldo. Afp

C’è sempre una prima volta. Cristiano Ronaldo ha festeggiato il primo gol su azione a San Siro, uno dei pochi grandi stadi in cui ancora non si era esibito nel “siuu” d’esultanza, completando il lavoro iniziato all’alba dell’incontro dalla zuccata di Mario Mandzukic. Non era mai successo nemmeno che i due avessero segnato per la Juve nella stessa partita, ma San Siro è uno di quei luoghi mitologici in cui tutto può succedere.

Gioco di coppia
Cristiano bello e inimitabile e Mario il guerriero senza limiti, uno alla costante ricerca della sua perfezione, l’altro perennemente al servizio degli altri. Mandzukic non segnava dal 29 settembre, doppietta contro il Napoli: pochi ma buoni (5 in totale in questa stagione), perché il croato sceglie sempre con estrema cura le sue prede. CR7 a Milano ha toccato quota 9, 2 reti in 5 giorni tra Champions e Serie A, ma mentre la prodezza col Manchester Utd allo Stadium (il primo centro in Champions) era stata inutile, il destro senza scampo sulla respinta corta di Donnarumma ha chiuso un match che rischiava di rimanere appeso fino all’ultimo, come era capitato – con esiti nefasti – contro Mourinho. Cristiano non aveva giocato bene fin a quel momento, però dategli un pallone e lui ve lo depositerà in porta. Un po’ come era accaduto a Empoli, dove non brillò ma fu decisivo con una doppietta. “È vero, è il primo centro su azione a San Siro – ha raccontato CR7 -, ma avevo già segnato nel 2016 in Champions (nella finale con l’Atletico ai rigori, ndr). Sono molto contento, soprattutto per la partita che ha fatto la squadra. Contro il Milan non è mai semplice, volevamo restare a +6 sul Napoli. Il record di 34 punti su 36? Motivo in più per gioire”.


nel segno del sette
Se CR7 ha sfatato il tabù San Siro, Mario ha griffato il gol numero 100 della Juventus in casa del Milan. Lo ha fatto saltando più in alto di tutti e spingendo di testa un cross perfetto di Alex Sandro. Anche Mandzu aveva segnato a casa del Diavolo nel 2016, il suo primo anno bianconero. Non giocava titolare dal 20 ottobre (Juventus-Genoa 1-1), una distorsione alla caviglia gli aveva fatto saltare l’andata col Manchester Utd e al ritorno Allegri l’ha tenuto inizialmente in panchina, bacchettandolo bonariamente in conferenza stampa per aver lasciato il ritiro la mattina di Juve-Cagliari dopo un nuovo dolore alla caviglia. La punzecchiatura è servita: Mandzukic non porta rancore, si sbatte e combatte e quando serve non tradisce. Dal 17 al 7: inutile dire qual è il numero portafortuna della serata.

 Fabiana Della Valle 

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