“Nessun caso Insigne ma domani non ci sarà. Faremo un mercato positivo per la prossima stagione” – ITA Sport Press


Una stagione da portare a termine nel modo migliore. Vincere contro il Frosinone per dare un senso al campionato e difendere il secondo posto dall’assalto dell’Inter. Il Napoli di Carlo Ancelotti si appresta ad affrontare il lunch match delle 12,30 di domani contro i ciociari valido per la 34^ giornata di Serie A.

Il tecnico degli azzurri presenterà la gara nel consueto appuntamento con la stampa a partire dalle 12,30. ItaSportPress.it seguirà Live l’evento.

MOMENTO – “All’interno del gruppo c’è la volontà di chiudere questo momento negativo e di focalizzarsi sul nostro obiettivo, ovvero quello di arrivare al secondo posto il prima possibile e alla qualificazione in Champions. Faremo una bella partita contro il Frosinone e cercheremo di vincere per voltare pagina. Il secondo obiettivo non era dato per sicuro da molti a inizio stagione”.

INSIGNE E GLI ALTRI – “Insigne non ci sarà, ha questo problema all’adduttore che lo frena e gli impedisce di esprimersi al meglio. Lo stesso discorso vale per Allan. Invece recupera Albiol, che si è allenato tutta la settimana anche se non credo partirà dall’inizio”. Poi sempre su Insigne: “L’unico modo per uscire da questo momento è allenarsi e andare avanti. Si deve allenare al meglio e lo ha fatto. Non c’è nessun caso. E’ triste per i fischi ricevuti ma vuole guardare avanti”. “Come recuperarlo? Supportandolo e aiutandolo, cercando di metterlo nelle condizioni migliori per esprimere il suo potenziale. Lui è maturo per capire quale sia la strada da percorrere. Sono sicuro che se fosse stato bene avrebbe risposto sul campo alle critiche”.

BILANCIO – Poche partite al termine e Carlo Ancelotti fa un piccolo bilancio della sua prima annata: “Sono felice di essere qui, sono convinto di essere nella società giusta. Vedo un ambiente un po’ troppo negativo, ma nessuno all’inizio diceva che si sarebbe vinto lo scudetto o la Champions League. L’unico rammarico, senza dubbio, è stata la Coppa Italia. In campionato siamo stati competitivi, raggiungere il secondo posto non era banale. Sbaglia chi dice che la squadra non corre, questo è un falso storico. Abbiamo vinto 14 partite su 20 correndo meno”. E a proposito di condizione fisica: “A livello statistico è buona. Non bisogna considerare solo il volume della corsa, ma anche tutte le altri componenti. Noi siamo primi in questa speciale classifica”.

PERSONALE – “Si parla del mio stipendio rispetto ai risultati? Questo è sbagliato e ingiusto. Non è corretto. Se ho estimatori all’estero? Sì, ma ho ancora più voglia di proseguire quel lavoro che ho iniziato. Ci sono tutte le condizioni ottimali per sentirmi più stimolato. Il resto sono solo chiacchiere”.

SQUADRA – “Giocatori con poca personalità? Delle volte abbiamo notato alcuni limiti nella gestione delle difficoltà, questo ci ha penalizzato ma è un aspetto che va migliorato per la prossima stagione”. “Spesso si confonde l’aspetto fisico con quello psicologico o mentale. La brillantezza non si misura, è un dato soggettivo. La squadra è stata più o meno brillante, ma talvolta è la tattica che fa sembrare cose diverse. Le gare con l’Arsenal sono state condizionate dall’aspetto tattico, noi controlliamo tutte le ore la condizione e se ci fosse un calo l’avremmo percepito. Più che altro sono calate un po’ le motivazioni, a volte alla prima difficoltà ci smarriamo, come con l’Atalanta. In questo momento ci pesa essere usciti dall’Europa e questo condizione le prestazioni”.

GAP CON LA JUVENTUS – “Non è stato il gap con la Juventus a penalizzarci in questa stagione. Potevamo gestire meglio il risultato in diverse occasioni. Questo lo si può limare con l’arrivo di nuovi giocatori e con la massima dedizione da parte di tutti. Cessioni? Non c’è nessuna esigenza di vendere i migliori. Faremo un mercato positivo. Se poi qualcuno vuole andare via, allora non sarò io a trattenerlo a tutti i costi”.

ATTACCANTI – “Mertens può giocare ovunque. Prima o seconda punta. Milik sarebbe capace di giocare con uno come lui, della sua stessa stazza. Tutto dipende da quello che si chiede ad un attaccante. Devo dire che il nostro gioco è cambiato più dal punto di vista difensivo che offensivo”.




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