Non aprirla fino alle 18. Poi si suicida a 11 anni gettandosi dal ponte


Una ragazzina di appena 11 anni si è suicidata saltando giù da un ponte a Bradford, in Gran Bretagna. Il corpo di Ursula Keogh è stato scoperto dalla polizia in un fiume solo poche ore dopo la sua scomparsa avvenuta nel gennaio di quest’anno. La giovanissima era figlia dell’autrice e conduttrice radiofonica locale, Nicola Harlow, che ha affermato di aver ricevuto un messaggio da sua figlia prima che scomparisse: “Ti amo, mi dispiace tanto“. Secondo quanto si legge sul Mirror, Ursula aveva cercato sui suoi social network informazioni sui suicidi, e prima di uscire di casa quel giorno aveva abbracciato sua mamma dicendole di volerle bene. In passato aveva commesso atti di autolesionismo, ma nulla lasciava trasparire che arrivasse fino in fondo togliendosi la vita.

Ursula, che viveva con la madre a Halifax, nello Yorkshire occidentale, aveva una storia di autolesionismo. È emerso che cinque giorni prima della sua morte ha rifiutato di rimuovere il suo blazer scolastico durante una lezione di cucina. Ciò ha portato la scuola a credere che l’alunna potesse aver voluto nascondere dei segni sul corpo. Evidenze, appunto, dell’autolesionismo. Già in passato, dopo le preoccupazioni dei genitori, Ursula era stata fatta visitare da alcuni medici, ma la sua situazione non era stata vista come particolarmente preoccupante. Il giorno del suicidio Ursula ha preso l’autobus – che l’ha poi portata sul luogo in cui si è tolta vita – ma prima di scendere ha dato una busta chiusa ad una sua amica: sulla busta c’era scritto “non aprire fino alle 18”. Dentro, c’erano le sue ultime parole. L’autopsia ha rivelato che Ursula è morta a causa di un trauma cranico dopo essere saltata dal ponte.


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