Non c’è nessun allarme epidemia


Paura a Bari per gli otto casi di morbillo accertati in venti giorni: il contagio, segnalato all’interno dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, sarebbe avvenuto a partire da una bimba di 10 anni, figlia di genitori no-vax, e poi dalla sorellina, anche lei contagiata e non vaccinata. “Non c’è nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia. Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa” – ha spiegato Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia – “La situazione non è preoccupante – ha detto Germinario – ma comunque queste cose non dovrebbero accadere. I no-vax devono capire che portano malattie anche in ospedale a chi non ha coperture vaccinali e quindi non si ferma la catena di contagio”.

Secondo alcuni fonti del nosocomio sarebbero in buone condizioni di salute le otto persone contagiate. Le stesse fonti hanno precisato che “non tutti i casi sembrerebbero collegati tra loro”. In particolare si tratta di cinque pazienti minorenni, di cui due già dimessi, e altri tre ancora ricoverati ma in ripresa (due in età pediatrica e un 16enne). Altri tre adulti sono invece stati ricoverati dopo qualche giorno presso il reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari: per due di loro è stata posta diagnosi accertata di morbillo, mentre per la terza persona la diagnosi è ancora sospetta. Le verifiche avviate serviranno anche ad accertare la dinamica della diffusione della patologia, e per valutare un eventuale problema di gestione.

“Ciò che sta accadendo dimostra ancora una volta – qualora ce ne fosse bisogno – che la tutela della salute non può essere condizionata dall’orientamento di ciascuno. I genitori devono vaccinare i bambini e noi abbiamo l’obbligo di assicurare un luogo di cura adeguato che ne rispetti la specificità, proprio per questo è necessario portare a termine velocemente la realizzazione di un’azienda pediatrica autonoma cui affidare la gestione dell’Ospedale Giovanni XXIII di BARI. La Regione Puglia è consapevole di questa necessità e in questa direzione sta producendo uno sforzo straordinario”, ha detto il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore, che è anche vicepresidente nazionale della Fiaso e membro del direttivo dell’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani.

Il Direttore Generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, ha spiegato che il Dipartimento di Prevenzione della Asl “ha messo in atto quanto previsto dalle indicazioni operative Ministeriali per la gestione delle epidemie della stessa malattia infettiva”.

Sul caso è intervenuta anche la ministra della Salute Giulia Grillo: “Sul morbillo non possiamo abbassare la guardia. Pochi mesi fa l’Oms ci ha richiamati proprio sui dati di copertura vaccinale che sono ancora troppo bassi. Occorre raggiungere in modo più efficace i soggetti suscettibili offrendo il vaccino anche agli adolescenti e ai giovani e al contempo mettere in campo azioni standardizzate e puntuali per prevenire la trasmissione negli ambienti a maggior rischio epidemico”. Intanto “il nuovo focolaio di morbillo segnalato a Bari, su cui sono ancora in corso accertamenti da parte delle autorità sanitarie nazionali e locali, evidenzia come il nostro Paese abbia ancora molto da fare per giungere ad eliminare questa patologia. Il ministero della Salute ha accelerato la predisposizione di un nuovo Piano per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita che già esisteva, ma che non era più aggiornato dal 2011. Una circolare sarà diffusa nei prossimi giorni con le linee guida per la standardizzazione dei protocolli di gestione”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, attuale vice presidente del Gruppo Misto alla Camera, autrice della legge sull’obbligo vaccinale, chiedendo “ispezioni a Bari sia sanitarie che amministrative, così come un’indagine a tappeto nel resto del Paese, per capire come viene attuata la legge dopo la circolare Grillo”, che avrebbe secondo lei creato “confusione” e “allentato la guardia”.

Per Roberto Burioni, uno dei medici da sempre impegnati nella campagna di divulgazione scientifica a favore dei vaccini, “il morbillo è una malattia molto difficile da controllare con l’isolamento, se non impossibile, per due motivi: il primo è che è una malattia estremamente contagiosa; il secondo, che è il motivo più importante, deriva dal fatto che i pazienti che si ammalano di morbillo sono contagiosi già due giorni prima del momento in cui svilupperanno i sintomi”. Lo ha dichiarato in un’intervista a Radionorba.

“Una persona apparentemente sana – ha spiegato Burioni – che tra due giorni svilupperà il morbillo, in questo momento può trasmettere la malattia. Come facciamo ad isolarla? Sono persone apparentemente sane, il morbillo non è facile, come si capisce con un po’ di buonsenso, controllare con l’isolamento, il morbillo si controlla con le vaccinazioni, i paesi in cui i tassi di vaccinazione sono sufficientemente alti queste cose non succedono perché il virus non circola e anche i bambini che sono ancora troppo piccoli per essere vaccinati sono protetti dall’immunità di gregge”.


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