Non ci saranno banche in difficoltà


È durato quasi tre ore l’incontro fra Luigi Di Maio e Matteo Salvini a Palazzo Chigi, organizzato per dirimere alcuni dei nodi più spinosi al centro della discussione politica. Dopo la conferma del via libera al TAP, infatti, la maggioranza deve ancora sciogliere il nodo del decreto fiscale, considerando che anche il documento ora in discussione (quello che ha sostituito il testo finito al centro del “caso manina”) presenta delle criticità sostanziali. In particolare, lo stesso Di Maio ritiene generica la formulazione della parte riguardante i patrimoni esteri, che non esclude esplicitamente la possibilità di far rientrare capitali scudati. Da qui la promessa di “cambiarlo in Parlamento”, che presupponeva però un confronto proprio con Matteo Salvini.

Il leader leghista, d’altro canto, aveva necessità di chiarire alcune dichiarazioni rilasciate in area 5 Stelle in merito alla possibilità di un intervento per la messa in sicurezza ulteriore del sistema bancario, minacciato dalla crescita dello spread e dalla perdita di fiducia dei mercati. Solo ieri, il ministro dell’Economia Giovanni Tria aveva parlato della necessità di tranquillizzare investitori e istituzioni europee, chiarendo che, in caso di crisi del settore, il governo “sarebbe pronto a intervenire”, ma non anticipando altri dettagli e lasciando aperta la porta a diverse soluzioni.

In una nota, Salvini, dopo aver chiarito che il vertice di oggi non ha riguardato le nomine RAI, ha spiegato di essere fiducioso e ha negato distanze con l’altro vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio: “Abbiamo parlato di economia, manovra, conti pubblici. Nessuna banca sarà in difficoltà, siamo positivi e lavoriamo come Lega e Movimento 5 Stelle in sintonia per la crescita e il cambiamento del Paese, come prevede il contratto di governo“.


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