“Non siamo morti. So quanto posso dare qui”


Gennaro Gattuso, allenatore del Milan. Getty

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan. Getty

Le due sconfitte con Inter e Betis hanno fatto vacillare le certezze del Milan di Gennaro Gattuso. Domani a San Siro i rossoneri cercano tre punti che sarebbero fondamentali per rilanciarsi in campionato. “La Samp è una squadra solida che ha subito pochissimi gol – ha detto l’allenatore calabrese nella consueta conferenza stampa della vigilia -. Dobbiamo essere bravi a tenerli nella loro trequarti e a metterli in difficoltà. Ci sarà da faticare tantissimo. Sono allenati da un grande allenatore. Voglio solo vedere 23 leoni. Via la tattica e ciò in cui credo. Voglio una squadra disposta a soffrire e far di tutto per vincere. Voglio 23 cani arrabbiati”.

reazione
“Dicono di vedermi spento e morto – ha continuato Gattuso – “In realtà non lo sono. So cosa posso dare a questa società. Purtroppo capitano partite come l’ultima in Europa League in cui non si riesce a fare nulla di quello che abbiamo preparato. Mi aspetto una reazione importante domani. Giochiamo col freno a mano tirato. Dobbiamo avere più spensieratezza”.


sostegno
E sul sostegno dei piani alti del club di via Aldo Rossi ha aggiunto: “La società ci ha sempre dato tranquillità. Ho incontrato Paul Singer e in questi giorni la squadra ha avuto anche una chiacchierata con Maldini e Leonardo. Dobbiamo mettere da parte gli alibi, anche perché siamo solo ad ottobre. Non ci sono scuse, ognuno di noi deve fare qualcosa di più”.

pipita
Spazio anche per una battuta sull’uomo copertina del mercato estivo del Milan: “Quando una squadra non funziona anche un uomo come Higuain paga. Gli arrivano pochi palloni, è la squadra che deve permettergli di esprimersi al massimo. Da lui mi aspetto che si innervosisca di meno e che sproni e incoraggi sempre gli altri. Deve perdere energie sul campo, non a protestare. – e conclude – Ma ha tutte le carte in regola per essere leader di questa squadra”.

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