“Non torniamo nella seconda Repubblica”


Replica anche l’Associazione Nazionale Magistrati”.

Magistrati, Bonafede risponde a Salvini

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha commentato l’uscita di oggi del suo collega dell’Interno Matteo Salvini contro i magistrati di Palermo che indagano su di lui per sequestro di persona aggravato in relazione al caso dei migranti della nave Diciotti. Intervenendo su Radio Uno Rai il guardasigilli ha detto:

“Il ministro dell’Interno può ritenere che un magistrato sbagli ma rievocare toghe di destra e di sinistra è fuori dal tempo. Non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi. Chi sta scrivendo il cambiamento non può pensare di far ritornare l’Italia nella Seconda Repubblica”

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha reagito e in una nota ha scritto:

“Le dichiarazioni di oggi del ministro dell’Interno, intervenute dopo la notifica degli atti da parte della Procura di Palermo in merito alla vicenda della nave Diciotti, rappresentano un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali, che assegnano alla magistratura il compito e il dovere di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, anche nei confronti di chi è titolare di cariche elettive o istituzionali”

Una reazione è arrivata anche da parte del Consiglio Superiore della Magistratura attraverso la voce del vicepresidente Giovanni Legnini che ha espresso la sua “forte preoccupazione” per il contenuto delle dichiarazioni di Salvini e ha detto:

“Si tratta di espressioni che, anche per le modalità con le quali sono state rese, risultano lesive del prestigio e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario e si pongono in contrasto con il doveroso rispetto delle prerogative che si deve a ciascuno dei poteri dello Stato. Chi rappresenta le Istituzioni, tanto più se a un livello così elevato, ha il dovere di rispettare la legge e la Costituzione, al pari di qualunque altro cittadino. I giudici sono legittimati dalla Costituzione, non dal voto degli elettori”




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