Nuova Zelanda, pescatore salva bimbo di 18 mesi dall’Oceano: Sembrava solo un pupazzo


Era sceso in spiaggia di buon mattino come faceva sempre per mettersi a pescare in una zona appartata della costa ma, dopo aver piazzato canne e lenze in mare, intorno alle 6 si è accorto che dall’acqua proprio davanti a lui spuntava fuori la testa di quello che sembrava un piccolo bambolotto. Si trattava in realtà di un vero bimbo di appena 18 mesi di vita che era sfuggito al controllo dei genitori e si era tuffato rischiando di essere trascinato per sempre al largo. È l’incredibile storia a lieto fine di cui è stato protagonista nei giorni scorsi un pescatore neozelandese, Gus Hutt, in vacanza in un campeggio sulla Matata Beach  nel nord della Nuova Zelanda.

“All’inizio pensavo fosse un bambolotto. Anche quando ho allungato la mano e l’ho afferrato per un braccio, continuavo a credere che fosse una pupazzo”, ha raccontato l’uomo ai media locali. La terribile verità pochi attimi dopo quando il piccolo ha emesso un flebile gemito. “La sua faccia assomigliava alla porcellana e con i capelli corti bagnati sembrava non essere vero, ma poi ho sentito un piccolo gemito e ho pensato: ‘Oh Dio ma questo è un bambino ed è vivo'” ha ricostruito l’uomo. A quel punto ha subito allertato i responsabili del campeggio e i soccorsi sono giunti sul posto prendendo in cura il piccolo.

Solo alle 7.30 si è scoperto che era il figlio di una coppia che era appena giunta nel campeggio e non si era accorta di nulla. “Quando ci hanno svegliato credevamo fosse un cattivo scherzo ma subito dopo, quando abbiamo capito, il nostro cuore si è fermato” ha raccontato la mamma del piccolo. “Apparentemente il bambino era molto eccitato di essere sulla spiaggia, era la prima notte, così è fuggito dalla tenda dei suoi genitori rovinando la cerniera e poi si è fatto strada nell’oceano” ha rivelato la comproprietaria del campeggio. Per sua fortuna proprio quella mattina il pescatore aveva deciso di cambiare zona e lo ha visto salvandolo. “Stava fluttuando tra le onde ad un ritmo costante e se fossi arrivato solo un minuto dopo, non l’avrei visto”, ha rivelato Hutt, concludendo. “È stato dannatamente fortunato ma forse non era destinato ad andare, non era il suo momento”.


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